martedì 30 settembre 2008

Nuovo esercizio in TOOL BOX

Un nuovo esercizio per la settimana.
buona lettura.

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mercoledì 24 settembre 2008

TOOL BOX

Salve a tutti, è un po che non scrivevo, settembre è stato un mese pieno di novità ed eventi, ci sono stati diversi incontri e le conferenze hanno assorbito tutto il mio tempo per cui non ho avuto modo di pubblicare nuovo materiale sul Lavoro anche se c'è stato molto su cui approfondire.
Ringrazio tutti quelli che in questo mese hanno partecipato ad attività ed eventi portando la loro comprensione e i loro sforzi di esserci.

Un nuovo progetto che è nato in via sperimentale è il progetto della TOOL BOX una pagina dove ad intervalli settimanali si pubblicano esercizi generali per quanti desiderino provare e verificare il lavoro su di sé. Questo al fine di aprire nuovi canali di confronto e scambio per quanti sono interessati a questo Lavoro. La TOOL BOX è collegata ad un forum in cui scrivere le proprie verifiche e domande. E' anche in atto un esperimento di incontri on line via Skype per approfondire le idee del sistema, quanto meno ad un primo livello intellettuale. Chiunque abbia interesse a partecipare a questi incontri può chiedere informazioni dal sito vivereilmiracoloso.com.
Ovviamente tutto questo non è ancora Lavoro, ma una semplice sperimentazione per iniziare a toccare in maniera pratica e verificare i principi di base del sistema, non aspettatevi da questo lavoro nulla di profondo, potere vedere che non riuscite a essere presenti ad uno scopo o lo sviluppare una capacità di osservazione più alta rispetto al sonno, il vero Lavoro inizia quando ci si ritrova con le persone e quando facciamo un passo verso un impegno reale.

Bene buon Lavoro a tutti,
E.

TOOL BOX

venerdì 5 settembre 2008

Sul ricordo di sé

Un interessante articolo di Iro sul ricordo si sé,
buona lettura.
E.

Sul ricordo di sé

(parte prima)

Durante il percorso lungo il cammino nel Lavoro della Quarta Via (la Via del non credere ma del verificare e comprendere per noi stessi in prima persona), a un certo punto immancabilmente ci si chiede che cosa è esattamente ricordare sé stessi, se stiamo avendo questi stati, se dei particolari momenti con percezioni acute dell’ambiente che ci circonda così diversi dal solito, possiamo definirli ricordo di sé.

Il centro intellettuale ha bisogno del suo cibo, cioè di definire - sotto forma di parole ovviamente - tale significato e il comprenderlo implicano inoltre la capacità di trasmetterlo ad altri, ognuno di noi a suo modo e con i mezzi che il secondo stato offre e il linguaggio è uno di questi mezzi.

Ricordiamoci pure, che la maggior parte del Lavoro inizia ed è svolto nel secondo stato, forse però non prima del capuccino e brioche …

“… riesco a ricordarmi di me ora ? … ho questa capacità dopo un mese, un anno, dieci anni, vent’ anni che Lavoro su di me? … e ora, nuovamente ora, eternamente ora, in questo momento, mi sto ricordando di me? … sii voglio ricordarmi di me proprio ora … in questo preciso momento … ma … succede qualcosa ?!?

… sta cambiando qualcosa ora che … v-o-g-l-i-o r-i-c-o-r-d-a-r-m-i d-i m-e!! Me lo sto urlando interiormente che l-o v-o-g-l-i-o!!! “.

Ahimè … forse nulla accade … ma allora cos’è ricordare noi stessi ?!?

Per poter in parte parlare di cosa è il ricordare noi stessi sarebbe meglio descriverne il suo opposto cioè cosa non è ricordare noi stessi ossia cos’è dimenticare noi stessi e, togliendo le cose inutili e superflue come la gratuita identificazione (il calciatore che dico io, è sicuramente più bravo del calciatore che dici tu), l’economicissima e spesso pure gratificante immaginazione (… ero soprapensiero … se vincessi la lotteria … ), e le non meno mirabolanti, energiche e orgogliose emozioni negative (espresse a destra e a manca solamente perché vogliamo essere sinceri con gli altri e dire ciò che realmente pensiamo di loro), togliendo tutto questo e qualche altra non meno importante quisquilia dicevo; ne rimarrebbe uno stato di coscienza (il terzo stato di coscienza) che potremmo definire come ricordo di sé.

Ciò che stiamo cercando quindi è uno stato di coscienza che è diverso dall’ordinario, da quello che stiamo vivendo quotidianamente da una vita, diverso da quello che di solito ci fa lavare i denti, bere il caffè, andare al lavoro, guardare la tv, fare il tifo per una squadra di calcio, discutere di politica, provare fastidio solamente perché una persona inciampando ci ha leggermente toccati, che ci fa fare sesso, procreare e che ci fa sentire imbarazzati di fronte a sconosciuti e al capo, che ci fa suonare il pianoforte, che ci fa credere che siamo esseri coscienti, che abbiamo volontà, che ci fa distruggere i nostri simili, i nostri consanguinei e alle volte persino noi stessi.

Un modo per acquisire informazioni e comprensioni sul ricordo di sé è quello di praticare l’osservazione dei diversi stati di coscienza che si susseguono durante il nostro quotidiano vivere ricordandoci che il terzo stato - quello cui miriamo - è sovrapposto al secondo stato di coscienza ovverossia allo stato ordinario di veglia (quello citato nel precedente paragrafo), il quale è sovrapposto a sua volta al primo stato, che rappresenta letteralmente la funzione del dormire, del sonno fisiologico della macchina umana.

Per comprendere meglio i diversi stati di coscienza e le loro sovrapposizioni potremmo dire che quando siamo nel primo stato non siamo consci né di noi stessi -a letto che dormiamo- né dei vicini che alle sei e tre quarti del mattino se ne stanno gridando di cotte e di crude, né degli altri due possibili stati.

Nel secondo stato -quello in cui ho ragione solo io- possiamo avere la consapevolezza che eravamo nel primo stato fino alle sette del mattino, solo che magari ce ne rendiamo conto solamente al pomeriggio perché un collega durante la pausa caffè ci ha espresso tutto il suo disappunto per la nottataccia che aveva appena passato e il pensiero associativo ci ha portato a ricordare che noi invece avevamo dormito beatamente come dei bimbi fino a quando non ha suonato la sveglia alle sette.

Nel terzo stato - quello del ricordo di sé -, possiamo essere coscienti di noi stessi e ricordare noi stessi indipendentemente dalle pause caffè e dalle nottatacce passate dai colleghi, ci svincoliamo dalla legge dell’accidente e una delle grazie che possiamo quasi immediatamente notare è l’essere liberi dal pensiero associativo ma questa è solo una piccola perla della grande collana che il terzo stato ci offre, inoltre, va ricordato pure che il terzo stato ha gradi, e che i differenti gradi rendono disponibili più perle della collana e, tanto per citarne un’altra connessa con il corpo, i movimenti non si fanno più automaticamente quindi, niente gesti inconsulti, grattate di capo, trilli con le dita e corruccia menti vari perciò bisogna volere ogni singolo movimento … che faticaccia eh …?!? (Ma che è … diverremo mica degli automi senza spontaneità??).

L’idea degli stati che si sovrappongono l’un l’altro può divenire forse più comprensibile pensando a una casa a tre piani come ai tre stati di coscienza dove ogni piano serve a sorreggere quello successivo, tutti i piani hanno una funzione precisa, solo che il terzo piano non è indispensabile né al primo né al secondo, la casa sta in piedi comunque e si può benissimo vivere nei primi due piani una vita intera, anzi addirittura solo nel primo piano e poi, guarda caso, sono già arredati. Vivere nel terzo piano non è un obbligo per l’essere umano, spesso non sa neppure che esiste tale piano e inoltre per poterci abitare -per usufruire della meravigliosa veduta dell’oceano- bisognerebbe liberarne l’ingresso da tutte le cianfrusaglie che vi abbiamo depositato davanti … nooo … troppa fatica.

Tutto il Lavoro con piccoli scopi quotidiani ci porta a osservare questi stati e le loro diverse gradazioni, noi stessi e allo sviluppare poco a poco l’attenzione, la volontà e a bilanciare i centri. Sarà così quindi che inizieremo a coglierci in differenti momenti della giornata nei diversi stati. Ci saranno dei momenti che, pure mentre stiamo colloquiando con altre persone inizieremo a sbadigliare e coglieremo che avremmo voglia di fare una pausa e magari un sonnellino -saremo quindi più vicino al primo stato- e altri che ci ricorderemo esattamente le cose da fare e le parole da dire senza quasi perdere il filo dell’attenzione e senza che nulla c’impensierisca e ci faccia deviare dai nostri scopi, saremo quindi più vicini al terzo stato, allo stato del’ricordo di sé’.

Nella brama del definire, talvolta scambiamo certe percezioni e certe osservazioni per quanto acute siano per ricordo di sé. Fare lo sforzo di ricordare noi stessi (anche se non capiamo bene come), cercare di perseguire gli scopi che ci siamo dati o che ci hanno dato, parallelamente allo studio del Sistema della Quarta Via, ci permette alla fine di sviluppare correttamente una parte precisa in noi stessi (il maggiordomo) che osserva e accumula materiale prezioso. Più il maggiordomo è sviluppato maggiore sarà il controllo esercitato sui centri inferiori ma ciò non significa ancora essere nel terzo stato. Un maggiordomo correttamente forgiato risiede nei centri inferiori (nel re di cuori) ed è l’unica parte della macchina che ha la capacità di tenere uno sguardo verso il cielo, altrimenti non ci sarebbero proprio speranze per l’essere umano di divenire tramite i propri sforzi, un essere unificato e con volontà, un essere conscio.

Certe percezioni, come potrebbero accadere per esempio entrando inaspettatamente in un bar o in un determinato luogo, la strana consapevolezza delle persone e dell’ambiente circostante potrebbero essere scambiate per stati superiori dato che succedono di rado e sono piuttosto insolite ma normalmente sono accompagnate da una freddezza interiore quasi glaciale, più che altro è come se il centro istintivo avesse detectato un possibile pericolo e quindi si fosse attivato per la difesa del corpo cui è ospite, acuendo così la percezione degli eventuali pericoli o nemici. Lo stato del ricordo di sé contiene prevalentemente un aspetto emozionale e le persone sono viste tutt’altro che come nemici.

Generalmente all’attivarsi degli io di Lavoro e del maggiordomo si attiva anche un cambio dello stato di coscienza che di norma, fluttua nei gradini del secondo stato, quasi sicuramente diverso da quello rispetto quando ci siamo appena alzati dal letto alle cinque del mattino, certamente più vicino al terzo stato ma non ancora al ricordo di sé, perciò potremmo incautamente definire ciò che in noi osserva la capacità o l’incapacità di perseguire un determinato scopo come lo stato dell’essere presente.

Alle volte, a seguito di esperienze di vita quelle quali del mettersi in viaggio per andare a trovare un vecchio e caro amico che non vedevamo da anni, oppure passare un periodo di vacanza in un paese esotico a stretto contatto con la natura, oppure in Tibet, accade che per un po’ ci si spogli del solito maleodorante fardello che ci accompagna tutti i santi giorni costantemente, cioè la falsa personalità. Ciò che di solito appare e rimane per un po’ a seguito di queste esperienze è l’essenza, la nostra essenza, l’aspetto emozionale del nostro vivere la vita, il bambino che è in noi, in alcuni più cresciutello in altri meno. Vivere la nostra essenza può essere fantastico, un’esperienza liberatoria, con meno pensieri (sotto meno leggi) potremmo scorgerci dire delle cose a delle persone che non avremmo mai avuto il coraggio di dire prima e soprattutto dirle con leggerezza, magari ci metteremo pure a danzare allegramente, a muovere il corpo, a camminare a piedi nudi sull’erba anche se non abbiamo mai avuto il coraggio di farlo prima in pubblico, potremmo tranquillamente trovarci a colloquiare per ore con una persona che ci è sempre stata antipatica -una cosa di pelle- e trovarla addirittura simpatica, carina e attraente ciò nonostante, queste che ho appena descritto e altre meraviglie legate all’essenza non sono ancora lo stato del’ricordo di sé’ in quanto sovente in questi stati non abbiamo ne coscienza di noi stessi ne consapevolezza di ciò che ci circonda.

L’apparire del terzo stato è come l’apparire del sole attraversando con l’aereo le nuvole, la turbolenza nell’attraversarle e l’aereo che vibra, possono ben rappresentare lo stato di veglia con tutta la miriade di ‘io’ senza senso che ci catturano e spadroneggiano -la tribolazione dell’essere umano- poi man mano che si sale, le vibrazioni diminuiscono e appare il sole, la quiete, l’aereo sembra immobile, sembra galleggiare sul nulla, vediamo le nuvole come il secondo stato, sono sotto di noi, sembrano proprio il mare dell’immaginazione, un cimitero e solo pochi attimi prima ne eravamo dentro, immersi nel secondo stato, identificati, pieni di paure, dubbi, incertezze … ci chiediamo dove eravamo, che abbiamo fatto tutto quel tempo la dentro? … Pazzesco, quanto tempo sprecato in quella valle di lacrime.


venerdì 29 agosto 2008

Introduzione alle Leggi

In questo articolo si introduce il principio delle Leggi Cosmiche in relazione alle idee della Quarta Via.
Buona lettura,
E.

Nel sistema della Quarta Via la relazione dell’uomo con il tutto si fonda sul principio di relatività, questo principio ci mostra come l’analisi della nostra esperienza sia collegata con i differenti livelli o “mondi” che prendiamo in considerazione in relazione a ciò che stiamo osservando. Il Raggio di Creazione indica la divisione di questi mondi e le forze o ordini di leggi che agiscono in ognuno di essi.

Nel Raggio di Creazione ad ogni “Mondo” è assegnato un numero corrispondente di leggi pari al numero di forze che agiscono in quel mondo.

Al livello dell’Assoluto le tre forze costituiscono un’unità, una la singola e indipendente Volontà. All’Assoluto corrisponde il numero 1. Nel mondo del secondo ordine (Tutte le Galassie) le tre forze sono divise; a questo mondo è assegnato il numero 3. A questo livello la volontà dell’Assoluto si esprime direttamente.

Proseguendo, nella discesa del Raggio di Creazione, ogni mondo inferiore eredita tutte le forze dei i mondi superiori così come accade a Mondo 3, e in aggiunta possiedono tre forze loro proprie, al livello di Mondo 6 “La Via lattea” vi sono tre forze del mondo stesso, più quelle dei mondi che lo precedono. A questo livello non vi è più l’azione diretta della volontà dell’Assoluto e le forze che fanno parte di questo mondo iniziano ad avere una componente di meccanicità. Questo può essere compreso se pensiamo ad esempio ad un’invenzione, alla sua creazione le possibilità di utilizzo sono molto concentrate e direttamente collegate all’idea della persona che la ha realizzata; ma a mano a mano che questa entra a far parte di un ordine più vasto di persone che la usano sono scoperti o creati nuovi utilizzi della stessa, entrano così nel ciclo di vita dell’invenzione un maggior numero di possibilità di utilizzo e applicazione, si sommano nuove potenzialità, così nella differenziazione dei mondi si aggiungono nuovi elementi che nella loro interazione creano gli elementi costituenti del mondo stesso. Così nel mondo del terzo ordine ci sono (3)+3)=6 forze; nel mondo di quarto ordine ci sono (3+6) +3=12 forze e così via
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sabato 23 agosto 2008

I Tipi Fisici

Questo è un articolo introduttivo all'idea dei Tipi fisici secondo i principi della Quarta Via, grazie a Guido per il lavoro sui diversi tipi e a Gianni per le immagini sull'Enneagramma dei Tipi.
Buona Lettura,
E.

Il sistema della Quarta Via distingue le differenti tipologie di essenza, e di conseguenza di tipo di macchina umana, in base allo studio del sistema endocrino. Ogni uomo normale è nato con tutte le ghiandole endocrine attive ma, in base alle idee del Sistema, alcune di queste sono più attive di altre nell’individuo.
Ogni ghiandola endocrina influenza un aspetto della natura umana, da quello fisico a quello psicologico; secondo il Sistema la ghiandola endocrina più attiva determina la tipologia di individuo, la sua essenza.
Sappiamo ad esempio che una particolare attività delle ghiandole surrenali attive si esprime in un individuo attraverso certi comportamenti. A livello medico è riconosciuto che una iper-attività di una ghiandola influenza sia la conformazione fisica, specialmente nel periodo dello sviluppo che le reazioni psicologiche, per esempio una attività molto sviluppata della ghiandola pituitaria anteriore, produce un eccesso di ormone della crescita durante il periodo dello sviluppo facendo si che l’individuo risulti essere molto alto. Il tipo fisico a cui è associata la ghiandola pituitaria anteriore è il tipo Saturnino, caratterizzato, tra le altre cose, dalla sua altezza.
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mercoledì 13 agosto 2008

La Frizione

La frizione è l'energia che si genera da un'azione di sfregamento tra due parti fra cui è presente attrito. L'attrito è una forza che si genera tra due superfici a contatto tra loro in cui una si oppone al movimento, questa opposizione genera energia.
Che lo voglia o no nella vita di un essere umano si generano frizioni dovute alle lotte interiori ed esteriori innescate dal necessario esistere in un contesto sociale e naturale. Queste frizioni sono dovute a diversi gruppi di Io che entrano in contraddizione tra di loro; dalle scelte più semplici, come che indumento mettersi, a quelle più difficili, come con chi avere una relazione e che direzione dare alla propria esistenza.

Quello che accade a livello meccanico è che queste frizioni vengono vissute in maniera inconsapevole, vale a dire che la persona non conosce in maniera "reale" le cause e le conseguenze delle proprie "scelte" e decide una direzione piuttosto che un'altra, non in maniera consapevole ma in maniera meccanica e accidentale, in base alla propria natura e “programmazione”. Questo è quello che di solito accade nelle nostre vite: di fronte a scelte difficili tendiamo ad optare per la risposta conosciuta perché è quella più facile o che ci viene spontanea.

Abbiamo la naturale tendenza a reagire automaticamente in base alle esperienze "registrate" durante la nostra esistenza. Questo è naturale e “giusto” per una persona che non sta portando avanti un Lavoro su di sé, ma cambia per coloro che desiderano e hanno scelto di tentare di essere consapevoli delle proprie scelte.

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domenica 10 agosto 2008

Nuovo sito sui Racconti di Belzebù

E' stato "varato" un nuovo progetto sui Racconti di Belzebù. al link http://iraccontidibelzebuasuonipote.it/ potete trovare una prima "scheda di lettura" sui Racconti, da usare come stimolo e riferimento. Se volete commentare o aggiungere osservazioni potete usare il Forum che trovate QUI.
Buona lettura.
E.

mercoledì 6 agosto 2008

Esercizio sull'ascolto Musicale

Questo è un esercizio per sviluppare l'osservazione e la divisione dei centri usando le impressioni che produce la musica. Consiglio a chiunque decide di fare questo esercizio di comprendere che per ottenere dei risultati è necessario il tempo e la ripetizione in condizioni diverse dello stesso esercizio per poter osservare il suo lavoro in diversi momenti. Non fate le cose velocemente non c'è da correre in nessun luogo.

Possiamo dividere un ascolto qualunque (ogni pezzo di musica contiene quello che ci serve in strutture e collegamenti differenti) in tre "sezioni di ascolto" principali:
MOTORIA
EMOZIONALE
INTELLETTUALE

Questo perché rappresenta un ordine crescente di complessità, almeno per i non addetti ai lavori come i musicisti, che dovranno invertire la parte emozionale con quella intellettuale.
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martedì 29 luglio 2008

Il Momento Presente

Quello che segue è il primo articolo del nuovo sito, il link è già corretto.
Buona Lettura e buon Lavoro.
E.

Siamo sempre proiettati in un momento diverso da quello presente e questo non ci permettere di conoscere le cose per quello che sono e di poter agire in maniera conforme alla realtà.
L'unica realtà che esiste è il qui ed ora, il passato è già stato e il futuro non è ancora. Ma se nel nostro mondo interiore ci proiettiamo in un tempo che è già esistito o che non esiste ancora non possiamo "fare" ciò che deve e può essere fatto nel momento presente.
Il futuro si edifica sul presente, sul comprendere cosa la situazione contingente, con le sue variabili ed elementi, porta con sé.
Il passato è ciò che è stato e dobbiamo considerarlo come contenitore di esperienze, ma possiamo contare solo sulle esperienze che abbiamo veramente vissuto con presenza, le altre sono mere registrazioni accidentali che portano con sè solo una visione limitata di quello che era il momento. Se vediamo ad esempio l'affidamento che le persone fanno sul passato possiamo comprendere il funzionamento della mente formatoria. Parlando diciamo spesso: Mi ricordo che certe condizioni hanno portato ad un momento difficile e così non voglio più ritrovarmici, e per fare questo evito quelle situazioni. In questo modo abbiamo creato una risposta predefinita a cui conformeremo, volenti o nolenti, le nostre azioni nel presente, e conseguentemente del futuro. Ovviamente per un uomo macchina questa è la condizione naturale ed una necessità dovuta alla mancanza di strumenti per affrontare il momento, infatti se dovesse decidere di attuare delle scelte differenti ciò sarebbe molto difficile e doloroso e facilmente egli tornerà alle vecchie risposte di sempre. La visione delle contraddizioni che ci portiamo dentro è qualcosa a cui possiamo fare fronte solo dopo un lavoro di preparazione graduale.
Per riuscire ad essere nel momento dobbiamo fare un grande sforzo per non dare energia agli Io che ci portano in luoghi differenti. Dovendo portare avanti un lavoro ho osservato come una parte di me pensasse già alla sua fine e a quello che avrei fatto dopo innescando un senso di affaticamento perché interiormente lo avevo già vissuto e consumato, avevo già ipotecato le energie del momento creando una sorta di corto circuito. Tendiamo a dare risposte a qualunque cosa senza imparare a vivere la situazione per quello che è e con quello che essa porta con sé.
La presenza e il Ricordo di Sé rappresentano il segreto per iniziare ad essere parte del momento e di conseguenza ad imparare a vivere la propria vita.

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Nuova Veste di Vivere il Miracolso

Abbiamo rilasciato una nuova versione di Vivere il Miracoloso, il sito collegato a questo Blog sulle idee della Quarta Via.
Con il nuovo sistema è possibile gestire i contenuti e i collegamenti con gli utenti in maniera più funzionale.
Purtroppo i link che ne l blog collegano al sito non funzioneranno più, probabilmente nel tempo verranno ripristinati ma per il momento mi scuso con tutti quelli che vogliono leggere gli articoli precedenti con i link a vivereilmiracolo.com, e invito a collegarsi direttamente sul sito.
Da adesso in poi tutti i nuovi articoli saranno correttamente linkati.

se ci sono volontari per ripristinare i link sono i benvenuti.
A presto,
E.

lunedì 21 luglio 2008

La Sindrome della caccia al Guru

Con questo si conclude la serie di traduzioni da De Ropp, grazie ad Jgor per il suo lavoro e il suo sforzo, spero che queste letture siano state di aiuto a quanti desiderano lavorare su sé stessi.
Buona lettura,
E.

Anche questa è una trappola ovvia. Chi ci cade dentro passa la sua vita da un Maestro all'altro, chiedendo a ciascuno cosa ha da rivelare di segreto del lavoro. Non possono o non vogliono capire che non ci sono segreti da rivelare. I segreti del Lavoro si auto proteggono. Non possono essere scoperti che attraverso la pratica, e questa pratica deve raggiungere un certo livello di intensità e continuità prima che il segreto sia scoperto.
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venerdì 11 luglio 2008

La Sindrome dell'incontro domenicale

Andiamo avanti con le trappole di De Ropp.
Buona Lettura,
E.

Questa è una delle trappole più scontate. E' legata a doppio filo con la trappola dell'organizzazione e non può funzionare senza una organizzazione. Quelli che cadono in questa trappola perdono la visione dei loro reali propositi. Per il Lavoro reale su sé stessi, sostituiscono la regolare partecipazione agli incontri dell'organizzazione. Partecipano a questi incontro abbastanza meccanicamente, per abitudine. Partecipandovi hanno il sentimento di appartenenza e una rassicurazione del fatto che sono nel Lavoro.
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giovedì 10 luglio 2008

Riflessioni sulle conferenze

Lo scorso fine settimana si è tenuta la prima Conferenza sulla Quarta Via organizzata da chi gestisce questi siti. Le persone intervenute, compreso chi teneva le conferenze e le danze, saranno state una quindicina. La conferenza si è tenuta in un bosco, seduti su delle stuoie, e le danze in un grande salone in una villa del '500. E' stato molto interessante e stimolante osservare e condividere sia le idee del lavoro che il lavoro pratico con quanti hanno partecipato.
L'osservazione relativa alla forma dell'evento ha messo un luce che le Conferenze sono utili per un approccio conoscitivo tra le persone, ma le idee non possono essere affrontate in profondità e la forma a dibattito, che abbiamo dato all'evento, ha permesso di spaziare su diversi soggetti che esulavano il tema dell'evento, ma non di approfondirli. Probabilmente dei gruppi studio sono più appropriati per trasmettere le idee del Sistema.
E' stato comunque un momento molto "pratico" in cui estranei si incontrano ed iniziano ad osservarsi per cercare di capire se veramente qui c'è qualcosa di buono o è la solita panzana new age o peggio e prendono o no il meglio che possono dall'evento.
Sono grato a tutti quelli che sono intervenuti perché hanno portato loto stessi e si sono messi in gioco e ringrazio tutti quelli che hanno aiutato.
Le danze hanno portato un elemento di grande praticità nel lavoro intellettuale che abbiamo fatto nel week end e abbiamo deciso di continuare a portarle avanti anche per i prossimi eventi.
A breve sarà pubblicato un calendario di date fino a dicembre a cui eventualmente potranno aggiungersi altri incontri in diverse parti d'Italia.
Grazie a tutti coloro che in un modo o in un altro hanno nutrito e continuano a nutrire questa ottava.
E.

mercoledì 2 luglio 2008

La Sindrome da Super Sforzo

Una nuova trappola di De Ropp. Grazie ad Jgor.
Buona Lettura.
E.

Questa subdola trappola può anche essere chiamata la sindrome dello scalatore dell’Everest. Consiste nella convinzione che il lavoro comporta sempre qualche super sforzo analogo allo sforzo fatto dall’alpinista che affronta da solo la scalata al Monte Everest. La trappola è subdola perché l’idea che vi si nasconde è vicina alla realtà. Il lavoro comporta grande sforzo, ma è un tipo veramente particolare di sforzo. Questo sforzo comporta il mantenimento dell’equilibrio e della consapevolezza La capacità è più simile a quella di un funambolo o un giocoliere che di quella sorta di sforzo da “stretta di denti” che caratterizza una scalata al monte Everest.

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giovedì 26 giugno 2008

Sindrome della Salvezza Personale

Una nuova Trappola del Lavoro Immaginario.
Grazie a Jgor,
Buona Lettura,
E.


Questa è una trappola subdola e pericolosa. E' stata il corso delle tre religioni Abramiche, Giudaismo, Cristianesimo e Islam. Ha fatto tendere tutte queste religioni in culti della colpevolezza in cui devoti implorano il loro dio di perdonarli per i loro peccati e di garantire loro qualcosa vagamente descritta come salvezza. Salvezza da cosa? Dall'inferno presumibilmente. Dalle fiamme eterne, che è uno dei perniciosi meccanismi che i preti di queste religioni hanno inventato per terrorizzare i seguaci, per comportarsi come i preti pensano che debbano comportarsi. Un grande errore evidenza la sindrome della salvezza personale. Quelli che ne sono affetti immaginano che loro stessi, il così detto ego, possa essere salvato o dannato. Se andranno in paradiso, sarà la loro personalità, il Signore o la Signora Jones che ascenderà tra le arpe e gli angeli, Se cadranno all'inferno, saranno ancora il Signore o la Signora Jones tra grida e gemiti diavoli e fuoco eterno. Così le vite del Signore e della Signora Jones di cui sopra, dominate come sono da assurde superstizioni, diverranno pervase da un senso di colpa e peccato e un desiderio fuori luogo per la salvezza personale.
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