domenica 6 dicembre 2009

Pagina dei commenti 4#

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48 commenti:

marcello ha detto...
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Enzo ha detto...

Ciao Anonimo,
innanzitutto dal punto di vista del sistema posso pensare che chi scompare può avere diverse ragioni, di base se una persona è stata molto prima forza nelle sue affermazioni si può pensare che è semplicemente finita la spinta di quello che voleva comunicare e non si è rinnovato in relazione all'andamento delle risposte che ha ricevuto. Da un altro punto di vista si può anche considerare che non vi è più una terza forza dietro allo scrivere, cioè non ci sono scopi inerenti. E' normale in ogni situazione. C'è anche un'altra osservazione, fino a che c'è il sapore di un ottava discendente come quella di malattia o crimine le energie sono più elettriche, in altri termini fino a che la polemica è attiva ci sono più interventi, di fronte a un processo costruttivo che richiede maggiori sforzi si perdono per strada molte persone.
In base a questo hai detto:
Francesco, Simon, Roberto, Giovanni...che fine hanno fatto?
Beh diciamo che quello che sicuramente è scomparso è Francesco perché è da più tempo che non scrive, gli altri sono solo qualche giorno, Simon ha perso interesse nell'espressione della sua verità dunque sembra non avere altro da dire, Roberto e Giovanni non so se continueranno a scrivere è ancora presto per me per dire che non ci sono più. Se poi volessi pensare male potrei dire che in fondo lo scopo di Simon e Francesco di avere il loro indirizzo mail pubblicato per fare proselitismo è stato raggiunto dunque perché parlare di altro? In fondo non hanno mai dimostrato nessun reale interesse a portare qualcosa
Come al solito spero che di aver risposto alle tue domande..
A presto.
PS. aprire un post intitolato "cosa stiamo realmente cercando" potrebbe essere molto interessante, anche se credo che per la complessità del soggetto possa generare poche risposte, alla fine se ci pensi per dire cosa realmente stiamo cercando dovremmo essere in grado di essere più sinceri con se stessi, e in base all'andamento del post non so se il passo successivo creerebbe un riscontro. Pensa, se è così difficile per una persona rispondere di che scuola fa parte, di indicare il nome del suo maestro, cosa pensi che potrebbe rispondere di fronte ad una domanda diretta come quella che tu poni?
E' una condizione endemica di uno strumento come il blog, aprirsi, per quanto sembra molto facile dal punto di vista del parlare inutile è estremamente difficile se si intraprende un soggetto più profondo.

Anonimo ha detto...

"La maggior parte delle discussioni non entra mai nel merito degli argomenti, ci avete fatto caso? La tesi X non viene confutata con la tesi Y, bensì si passa direttamente ad infamare chi ha proposto la tesi, mettendo in dubbio la sua buona fede con il metodo della calunnia. Sarà perché ad uno degli interlocutori non interessa la verità, bensì solo nascondere, occultare, distorcere, gettando fumo negli occhi e scappando poi con l’arrosto sotto il braccio? Io ho quest’impressione." Mi sembra calzante, e non sono d'accordo che non c'entra col Sistema. Il Sistema è come Vodafone: Tutto intorno a noi...
Grazie Enzo per la segnalazione!
A

simon ha detto...

Giovanni, sono qui con il tuo maestro. E lui è qui con me.
Au revoir a tout le mond.

Bianca ha detto...

Ma come si fa a prendere sul serio quello che Anonimo dice e quello che Enzo risponde? Uno che si firma Anonimo e che sentenzia le ragioni per cui alcuni interlocutori sarebbero scomparsi o meno e che anziché notare quello che è accaduto di veramente interessante attraverso questo blog (vedi ultimi interventi di Simon) spara giudizi e conclusioni a tutto spiano ... ed Enzo che carica ancora di più questo genere di interventi... Possibile che non vi siate accorti che la risposta a quanto avete chiesto c'è stata ma che non l'avete raccolta, occupati come siete a giudicare? Possibile che scambiate la necessità di mettere "in guardia" coloro che sono interessati al Sistema con l'impedirgli di trovare una possibilità?
Com'è possibile fare il vademecum di chi è scuola vera o scuola falsa? Allora la domanda è: tu, Enzo, chi sei? Quanto rispondi ad Anonimo su questo credi davvero sia una risposta solo perché ha l'apparenza di una sequenza di frasi che voi definite "chiare"? Chi legge il tuo vademecum non ha più la possibilità di trovare niente. La tecnologia oggi ci dà minori possibilità...impedisce il contatto... Proselitismo? Ancora con questa storia? Ma davvero Enzo pensi che se uno imbocca una scuola che non gli corrisponde non possa uscirne? A cosa corrisponde invece quel vademecum se non ad uno sbarramento? Come si fa a scrivere una cosa del genere? Non è altro che un modo per depistare, confondere, sbarrare la possibilità. E come se non bastasse tutto ciò prosegue nel blog. Enzo, tu, Anonimo, Giovanni, depistate e si vede, si sente che non conoscete le cose di cui parli. Ad Enzo chiedo: qual è il tuo scopo, quello vero? La risposta che dai ad Anonimo non risponde affatto a questa domanda né corrisponde a come ti muovi con questo blog e... con quel vademecum pubblicato altrove. Emettete degli editti e con quel modo di parlare non date la possibilità di entrare più a nessuno. Enzo, perchè non sei entrato tu, perchè non è entrato Giovanni, non devono avere la possibilità neanche gli altri? Perchè vi comportate in questo modo mascherandovi da guardiani? Il vostro è un linguaggio da persone addormentate che per giunta hanno emesso degli editti. Ma non avete visto che da questo blog sono spariti tutti gli altri interlocutori? Dove sono i Mario, i Doc, le Elene, ecc... che prima chiedevano informazioni e qualcosa in più sulle possibilità che una scuola può offrire? come mai si è popolato di Anonimi?
Roberto forse ne ha trovata una. Dovresti essere contento, Enzo, se con il tuo blog sei stato utile anzichè offrire il fianco al fantomatico Anonimo di turno che sentenzia con frasi deliranti ("Sarà perché ad uno degli interlocutori non interessa la verità, bensì solo nascondere, occultare, distorcere, gettando fumo negli occhi e scappando poi con l’arrosto sotto il braccio?") e scrivere quello che state scrivendo. Si leggono frasi come "stai combattendo contro quelli che non stanno rispondendo in maniera chiara e trasparente". Ma davvero? Ma qualcuno è riuscito a vedere cosa state scrivendo? Pacatamente...come amate dire... dite delle cose terribili che vogliono solo depistare. E pacatamente vi rispondo che mi auguro che smettiate di depistare le persone. E che, sempre pacatamente, riusciate a cogliere cosa c'è realmente in quanto vi è stato rivolto.
ciao

Enzo ha detto...

Cara Bianca,
si percepisce dal tuo ultimo post che sei stata molto toccata dalle parole che sono state dette.. Questo sinceramente mi stupisce, quando leggevo il tuo posto mi domandavo se la tua analisi sia in grado di rivolgerla verso te stessa e le persone a cui ti riferisci. Parli come se, almeno da parte mia, venissero espressi degli assoluti (vademecum delle scuole). Come ho più volte detto, quello che scrivo sono le mie riflessioni e non vogliono essere elette a dogmi. Mi pare sinceramente che questo è il problema, se le persone sono abituate ad un certo tipo di comunicazione la rivedono ovunque, anche dove non si trova. Per mia parte non ho mai voluto chiudere la comunicazione con chicchessia (leggiti i miei vecchi post sul soggetto), ovvio che se una persona non è in grado di sostenere nessun tipo di confronto, a meno che non sia di fascinazione nei suoi confronti, con il tempo se ne va. Ovvio anche che può essere visto anche come un limite da parte mia, ma così torniamo al soggetto delle risposte, se quello che dico è considerato arbitrariamente come non corretto perché ci si aspettano delle risposte differenti, allora qualunque risposta non concordi con la propria immaginazione è sbagliata. Il mio intento chiedi, ho provato ad esprimerlo varie volte, sia verbalmente che in pratica nelle mie risposte, ma sembra che questo non soddisfi quello che tu ti aspetti debba essere il mio intento, dunque ti domando quale vuoi che sia il mio intento?

Enzo ha detto...

Persone come Francesco e Simon hanno detto tante cose, con alcune delle quali mi sono trovato profondamente in accordo, con altre espressioni no e ho comunicato i miei dubbi, se ci fai caso non hanno mai risposto direttamente a nessuna domanda e le risposte indirette che tu dici che hanno dato sono comunque molto generiche e ampollose e dunque con estrema tranquillità ho chiesto di essere più consistenti, al che sono spariti o comunicano altro. Non sono in nessun modo partecipi di quello che accade nel blog, ma in base al tuo pensiero dovremmo essere grati a loro per aver portato il vero lavoro.. suvvia troppi ve ne sono che parlano per frasi fatte ma che non riescono a mantenere uno scambio che non sia solo guidato da loro e questo è esattamente quello che è accaduto.
Quello che scrivo di loro non è per screditarli, è solo la considerazione che ho di loro e non ho ragione per nasconderla, non è giudizio, è valutazione delle loro azioni, resto comunque (almeno io) sempre aperto e interessato a quello che hanno da dire, alla conoscenza dei loro maestri e del loro lavoro, non sono io quello che giudica qui pensaci.
La dimostrazione di questo è la tua agitazione e aggressività in relazione agli ultimi post, cosa stai difendendo? Che la comunicazione dei tuoi amici sia più affine a quello a cui sei abituata? Non pensare che esista un solo modo per fare le cose, se il lavoro funziona in te ti dovrebbe aiutare ad aprire allo scambio anche con chi è diverso e si esprime in maniera diversa, non pensare di aver capito in assoluto. Sono sempre disponibile a comprendere nuove cose da persone diverse purché vi sia uno scambio reale, e questo non sta accadendo con alcuni. Se poi le persone se ne vanno non è certo perché io rispondo, ma perché nella loro vanità pensano che loro hanno già comunicato quello che dovevano e noi umili mortali non possiamo comprendere oltre, probabilmente perché non siamo in grado o perché abbiamo perso l'occasione. Ma sai quanti ne conosco e ne ho conosciuti che celano sotto questo velo di superiorità le loro insicurezze e difficoltà di esistere, quanti celano le loro paure dietro belle parole di un sistema assoluto? Anche io sono in questo viaggio, ma grazie al cielo ho incontrato persone che mi hanno fatto vedere questo e mi hanno portato su una strada di maggiore semplicità ed apertura, non esente da sbagli, ma non si deve avere paura di sbagliare e di chiedere scusa e ricominciare.
Se i tuoi amici comunicassero con umanità e meno arroganza sicuramente la discussione sarebbe molto più ricca.
Alla prossima se ci sarà, spero che non ti farai dissuadere da un "normale" confronto. Ricorda che non siamo abituati a confrontarci e a comunicare, il che vuol dire avere considerazione esterna per il proprio interlocutore e imparare a trasformare la frizione che egli genera in noi, la fuga non è trasformazione.
ciao ciao

Anonimo ha detto...

ho letto qua e la questo blog ed il sito di riferimento ( credo gestito da enzo )
con tutte quelle nozioni o citazioni di chi ha sfiorato forse una scuola e credendo di
aver capito qualcosa si è prodigato a descrivere qualche strumento o addirittura esercizi
( questa ultima cosa mi sembra abbastanza allucinante ma va beh ... ).
I discorsi credo che stiano abbastanza a zero, non credo serva far parte di una scuola o
credere di averne fatto parte per capire il semplice concetto più volte ripetuto sui testi di riferimento
di pubblico dominio e cioè " un uomo addormentato non è in grado di riconoscerne uno sveglio".
Basta questa frase per capire quanto insulsi siano i consigli di enzo su "come riconoscere un vero maestro"
( per riconoscerlo dovresti esserlo tu stesso quindi o sei un essere cosciente o solo
uno che ancora crede fin troppo al proprio pensiero logico ... ).
parlare del sistema su di un blog è altrettanto inutile ai fini di un lavoro vero,
sempre citando i testi di riferimento di pubblico dominio:" solo un essere cosciente è in grado di dare strumenti
e creare le condizioni affinche un essere addormentato si possa svegliare".
Quante interpretazioni può avere questa frase?
Se non sei un essere cosciente ciò che scrivi è solo frutto della tua interpretazione, ti arroghi la capacità di parlare del sistema
ma è già stato fatto, e da esseri coscienti che sapevano ciò di cui parlavano, quindi cosa ti fa pensare che te ( enzo ) possa aggiungere
qualcosa alle parole di chi ha scritto testi come frammento o la quarta via?
Il rischio di depistaggio purtroppo è reale in tutte le nozioni che hai usato per riempire sito e blog e nei termini del sistema che usi scrivendo i tuoi post ... non si può dire " e questa è considerazione esterna" se non si è convinti di sapere realmente la considerazione esterna cosa sia ... ma se non hai fatto un vero lavoro su di te non potrai mai saperlo perchè non è un concetto logico, come ogni strumento del sistema ... non lo si indaga con l'intelletto e la logica da addormentati ma lavorando su se stessi guidati da chi
è in grado di farlo ...
e questo come gli esercizi che descrivi ... secondo te hanno una qualsivoglia utilità usati così a caso?
se vai in palestra e fai mille flessioni vedrai sicuramente i tuoi muscoli gonfiarsi irrorati dal sangue che è affluito per
sostenere quello sforzo ma si sgonfieranno presto e vi sarà anche il rischio di strappi e danni ai tessuti ...
un maestro sa cosa serve per te e ti assegna gli esercizi che ti servono, descriverli così senza una guida credo sia addirittura pericoloso.
In conclusione credo che sia l'esistenza stessa di questo blog e sito a dimostrare che chi lo gestisce non è una persona che abbia veramente realizzato la propria nullità, ma anzi sia ansiosa di sembrare qualcuno che conosca l'argomento, ma questo argomento
non è un argomento qualsiasi, per capirlo e poterne parlare devi aver lavorato su te stesso, non devi averlo interpretato.

Anonimo ha detto...

Esattamente ciò che stai facendo tu. Purtroppo il fatto è che non lo vedi.

Enzo ha detto...

Salve Anonimo,
che dire prendo atto delle tue parole. Sei riuscito a trovare e ad evidenziare tutto quello che non ti torna, anzi reputi sbagliato, di quello che faccio, sai da dove parte e dove va e da cosa è composto, bene. E' lecito e non credo vi siano possibili risposte alle tue accuse.
Ci sono sempre parole copiate ed incollate dai libri del sistema, "assoluti" su come DEVE essere fatto il lavoro. Forse avete ragione voi, probabilmente ci sono individui come te ed altri che sapete esattamente quali sono le cose giuste da fare e hanno la fortuna di farle nel luogo giusto con le persone giuste, e poi a tempo perso cercano online di instillare quel verbo di verità che per fortuna loro possiedono. Quello che non mi riesco a spiegare è come mai ogni volta che arrivate sul blog il vostro non è mai un chiedere permesso, un informarsi su dove si è, un salutare.. è sempre un'aggressione un totale incondizionato giudizio un rifiuto pressoché totale avallato da frasi fatte. Potrei credere a quello che dite se non comunicaste con tanta violenza e giudizio. Come fare a fidarsi di qualcuno che bussa alla porta della tua stanza entra vede i libri che leggi ed inizia ad urlarti contro. Per quanto nelle vostre parole probabilmente ci sia una base di buon senso il modo di esprimersi non può certo portare a considerarvi ne amichevoli che interessanti. Una comunicazione del tipo: quello che fai è sbagliato smetti, serve solo a generare un tentativo di dominio degli altri attraverso l'aggressione.
Questo è quello che penso e per cui è difficile stimare e poter considerare chi ci urla in faccia senza neanche presentarsi.
Credo che se uno avesse una verità cercherebbe di offrirla sperando che qualcuno accolga e non perché urla che la sua è vera e che quella degli altri è falsa, questa è la base del pensiero binario elementare, credo che possiamo fare di più sia verso noi stessi che verso gli altri.. ma chissà queste sono solo parole.. che valore hanno, sono menzogne, giochi indiretti, e quant'altro..

Enzo ha detto...

Mi domando ma se non c'è il flamer di turno non ci possiamo divertire in un blog? mhh.. chissà..

Anonimo ha detto...

enzo questi post non sono per te, dovresti averlo capito, si citano i libri della quarta via per evidenziare
le palesi contraddizioni in cui incespichi, non per convincere te ma per dare la possibilità a chi cercando "quarta via" su google si imbatte inevitabilmente in questo blog. Sai si fosse chiamato " la quarta via secondo ME" oppure "il MIO sistema creato a partire da quello che credo di aver capito della quarta via" sarebbe stato diverso, sicuramente più onesto ... non voglio ripetermi su ciò che credo sia evidente ma se neghi ciò che è scritto sui libri di riferimento ( vedi il ruolo del maestro, o la realizzazione del non sapere e non comprendere ) non puoi aspettarti molto.

Anonimo ha detto...

Se Enzo non comprende, che ci importa? Tra Anonimi forse ci comprendiamo di più. Ciò di cui tu soffri, non è grave, è tipico degli esseri umani. Si chiama Identificazione. Ma si può guarire. Chiedi come al tuo maestro, se lo hai.

Roberto I ha detto...

Ciao a tutti.
Immagino di essere l'unico essere inconsapevole che scrive su questo Blog.
Vi descrivo quello che mi succede mentre vi leggo con una punta di ammirazione.
Leggo un intervento e mi dico: "si si questo ha ragione". Leggo quello dopo che contraddice il primo e cambio immediatamente opinione.
E' possibile che avete tutti ragione anche sostenendo cose contraddittorie o differenti?
Si, è possibile.
Cosa estraggo da questo mio comportamento anomalo? Che sono sbagliato e che vado sistemato.
Posso sistemarmi da solo? No.
Sto cercando qualcuno che mi aiuti? Si.
Spero che questa volta sia il mio intervento a farvi divertire visto che fino adesso io mi sono divertito con voi ;)

Anonimo ha detto...

Non sei affatto sbagliato Roberto. Sei solo identificato con la tua arroganza e quella del tuo gruppo di riferimento. Ti consiglio di andarti a leggere (per esempio, ma c'è molto altro), su questo blog, nella parte destra, la trascrizione degli incontri con G. a Parigi. Siete capaci di offrire altrettanto? Intendo, cosa fate di altro utile per le persone interessate alla Quarta Via, oltre che sparare a zero su quelli che realmente offrono qualcosa mettendo il loro lavoro a disposizione di tutti?
Rispetto, ma in gergo si chiama considerazione esterna, e dovrebbe essere più ampia per chi, come te, è interessato al Sistema. Potrebbe essere considerato il "tuo prossimo"....

Anonimo ha detto...

cosa offre di più una scuola rispetto ad un blog?
condizioni di lavoro ...

Anonimo ha detto...

E dunque, benedetti figlioli, diteci qualcosa di più. Perchè il tempo, benchè un'invenzione umana, stringe! Non abbiate timori, peccate se tenete solo per voi tali condizioni anzichè diffonderle. Non si sa più come farvelo comprendere! E...vediamo che succede, se avete voglia di scherzare o fare sul serio. Del resto siete stati voi ad entrare in questo blog, nessuno vi ha costretti e allora...fate il lavoro fino in fondo, altrimenti avrete solo perso tempo. Ma che libri leggete?

Kunda ha detto...

Si incontrano più onanisti qui che su youporn.

Giovanni ha detto...

Carissimo Simon, prima di risponderti ho voluto rileggere tutti i tuoi interventi, da quando sei apparso sul blog, all'ultimo che hai inviato. Però non ho tempo da perdere con te perciò ti parlo molto francamente. Dici di stare con il mio maestro. Ti rispondo che non è possibile. E ti spiego anche il perchè.Tu non puoi essere un Suo prodotto, lo capisci? Perchè se così fosse, non ti sfiorerebbe minimamente di porti come invece ti poni. Io sono un Suo prodotto, cioè un essere incompleto, che ha paura, ma una reale paura, di parlare di Sistema, di Quarta Via e in genere di argomenti così importanti nella vita e nella morte di un essere umano. E questa paura non è la mia, è la Sua, del mio Maestro intendo. Era un vero maestro e l'ho capito anche dalla Sua paura. Fondare una Scuola vera è una responsabilità che si paga con la propria vita e Lui, che l'avrebbe potuto fare, non l'ha fatto. Concludo. Se solo tu avessi partecipato ad uno solo dei Suoi incontri, non saresti ciò che invece mostri di essere. Un essere arrogante e vanitoso. E resto della mia idea, tu non puoi neanche immaginare lontanamente solo di parlarne, del mio Maestro. Figurati dire che è lì con te. Te l'ho già detto, attenta a non bestemmiare!
Ti saluto caramente perchè tutto sommato provo per te un profondo sentimento di "imperturbabilità".
Ah..e se dovesse essere lui, portagli i miei più profondi ossequi, li merita tutti. Ma digli anche che qualcosa nella sua vita è andato storto.

Simon ha detto...

Giovanni...le tue parole puzzano di morte.

Giovanni ha detto...

E le tue non profumano certo di vita eterna sai? E qui prometto che non mi abbasserò mai più a tali livelli, rispetto Enzo e il suo blog e non merita tanto. Tu mi sei stato molto utile, devo lavorare molto su me stesso ogni volta che apri bocca. Spero di essere stato utile a te.
Addio Simon.

Kunda ha detto...

E tu, Giovanni, giudichi storta la vita di un maestro in base a qualche commento di un allievo? E' come giudicare la qualità di una gallina dall'odore di una frittata! Definendo arrogante un possibile senso d'urgenza, ti trovi imperturbabile quando, forse, hai solo smesso di cercare.
Hai, o avevi, un'opportunità. Fa che la paura non ti accechi, dubitando addirittura delle scelte del tuo maestro.

Giovanni ha detto...

Caro/cara Kunda, il fatto è che dubito fortemente che Voi tutti (anche tu fai parte del medesimo gruppo di identificati...)abbiate conosciuto il mio maestro. Io dubito di voi, non dubiterò mai di lui. Mai, capisci? Io ho conosciuto un Uomo e, se pe caso, fosse lo stesso Uomo, ha deciso di farsi un mazzo terribile, se ha deciso di costruire qualcosa con tale gente come voi!! Ed io, lo amo ancora di più!
Saluti Kunda.

Kunda ha detto...

E' molto bello quello che hai scritto. Veramente. E se fossi davvero in quel gruppo di identificati, sarei entustiasta di essere guidato da un uomo che è stato in grado di dare così tanto. Spero solo che, col tempo, il latte che hai bevuto dal suo seno non sia diventato ricotta di sè.

Roberto I ha detto...

Anonimo delle 12.33
forse c'è stato un malinteso.
Non appartengo al Gruppo.
Come ho già scritto in precedenza apprezzo il lavoro di Enzo e (adesso che me lo hai fatto notare) di altri per questo Blog.
Quando dico che siete fonte di divertimento non lo dico per mancanza di rispetto. Per me è divertente leggere questo Blog come può essere divertente leggere "I racconti di Belzebù a sua nipote". Ovviamente non siete divertenti come I racconti...
Ammetto di aver utilizzato la parola divertente a sproposito e di aver utilizzato qualche ;) di troppo ma l'ho fatto per puro divertimento ;)
I pregiudizi vengono smascherati anche nel momento in cui ci rendiamo conto che abbiamo attribuito un nostro significato ad una parola di un altro.
Giovanni, tu escudi il maestro di Simon per via di Simon e cosa mi dici del maestro di Bianca (che dovrebbe essere lo stesso)?
In pratica sono d'accordo con quello che ha scritto Kunda sulla frittata e la gallina, lo trovo un bell'esempio da onanista ;)
Kunda è solo una battuta, mi sono piaciuti i tuoi interventi.

Enzo ha detto...

Salve a tutti,
è vero che un blog non può essere equiparato al lavoro di scuola, e non è mai stato l'intento di questo blog, lo scopo è fornire del materiale per chi è interessato a questo lavoro. In base a questo credo che possa esprimere un unteresse comune a tutti (mhh mentre scrivo penso anche che forse non sarà così) la traduzione di testi che si trovano solo in lingua inglese relativi al lavoro. Se tra i vari partecipanti ci sono persone che conoscono l'inglese sarebbe interessante continuare le traduzioni. Se qualcuno vuole suggerire un testo su cui lavorare è il benvenuto.
Grazie a tutti.

Anonimo ha detto...

è divertente leggere tutti questi commenti partendo dall'ultimo
Gianni

Enzo ha detto...

Una richiesta a tutti gli Anonimi, per favore aggiungete una lettera o qualcosa d identificativo per poter rispondere alla persona comprendendo con chi si sta parlando.
Grazie.

Enzo ha detto...

Una rflessione che mi sorge rileggendo i vari commenti di questi ultimi tempi è che se riuscissimo a fare attenzione a quello che scriviamo potremmo ottenere tante informazioni su noi stessi e sullo stato in cui ci trovavamo quando abbiamo lasciato i nostri post. Solo usendo dall'identificazione di avere ragione per principio o perché crediamo di averla possiamo attuare, anche grazie ad un blog (incredibile ma vero), un processo di auto osservazione molto prezioso. Come spesso si è ripetuto noi non conosciamo noi stessi, ma è attraverso l'osservazione delle nostre manifestazioni che questa conoscenza può essere guadagnata, rileggere in maniera quanto più neutrale i vecchi post, soprattutto se non siamo più il gruppo di Io che li ha scritti può rivelarsi molto molto utile. In questo caso il fatto che sul blog rimangano registrati i vecchi post è qualcosa di prezioso, spesso le nostre discussioni verbali si perdono semplicemente nel sonno delle nostre identificazioni. Provare per credere..

Giovanni ha detto...

Salve Enzo. Vedo che è calato il silenzio sul blog, improvvisamente, si è esaurita la Regina di Cuori evidentemente. Non saprei ancora dire però se la sua potente energia distruttrice/creatrice, in questo caso ha effettivamente distrutto o creato. Forse entrambi. Sicuramente ha distrutto l'energia scatenante, quella che ad un certo punto ha portato "gli invasori/invasati" su questo blog, con l'intento di intercettare "cercatori" senza peraltro fornire traccia di materiale alcuno utile a tale "ricerca". E questo abbiamo provato a farglielo capire. Di contro, sono sicuro che da tale esperienza, se sono intelligenti, potranno trarre beneficio. Nel senso di creare attraverso una "rilettura" del tutto, condizioni di lavoro utili alla conoscenza di se e delle proprie motivazioni al Lavoro. Se così non dovesse essere, sarebbe utile per loro rivedere la direzione delle loro energie, allo scopo di direzionarle nella corretta posizione. Che indubbiamente, resta quella indicata dal Sistema, che fornisce tutti gli strumenti utili ad imparare costantemente dalle proprie "reazioni". Senza giudizio, ma con un forte senso critico e una seria sincerità con se stessi.
Ti saluto e mi scuso ancora per l'irruzione/irruenta che in alcuni momenti mi ha fatto vedere protagonista di "scontri" ai quali non sono abituato e che non condivido, perchè li ritengo inutili. Ma sono stato costretto, l'idea non è certo stata la mia. E' diverso tempo che metto in pratica idee che non sono mie.
Ciao.
G

Enzo ha detto...

Ciao Giovanni,
è molto interessante notare questo silenzio, è altrettanto interessante il suo giungere dopo una proposta pratica di lavoro volta ad aiutare i ricercatori a ricever nuovo materiale. Comunque non c'è nulla di nuovo, fino a che si tratta di scontrarsi di dire chi è meglio e parlare per frasi fatte tutto è più facile. Quando si tratta di impegnarsi in qualcosa (ottava ascendente) tutto diventa difficile, e grandi paladini del lavoro si azzittiscono e spariscono nei loro meravigliosi mondi immaginari di lavoro vero. Beh è una condizione endemica del Lavoro e non c'è da stupirsi, senza l'identificazione per la maggior parte delle persone le cose sembrano piatte..
mhhh.. sto riflettendo che alla fine Francesco una volta avuta la mail sul blog si è azzittito.. chissà se un'azione così è indice che ha raggiunto il suo unico risultato di fare proselitismo (ovviamente da parte sua non è questa la parola giusta ma da parte mia non ne vedo altre), dunque se così si dimostrasse credo che la cosa giusta da fare sarebbe semplicemente cancellare la mail.. chissà.. ci rifletterò un paio di giorni..

Enzo ha detto...

Comunque devo dire che è un vero peccato questo silenzio il lavoro sulle traduzioni sarebbe stato un progetto molto utile e pratico..

Giovanni ha detto...

E' vero. Ma molto spesso nella mia esperienza di Lavoro, ho incontrato gente convinta che lavorare su se stessi vuol dire elucubrare su idee, niente di pratico insomma. In realtà è il contrario, lavorare su e con la pratica quotidiana è l'unica condizione per chi vuole percorrere la via spirituale proposta dalla Quarta Via. Mah...tradurre può "sembrare " ancora troppo intellettuale per chi intende che l'insegnamento si attua attraverso condizioni. Condizioni. Che parolone. Spesso non ci accorgiamo che tutto è condizione buona per ricordarci di noi stessi. Ogni gesto della vita ordinaria, se fatto consapevolmente, può essere motivo di ricordo di sè. Il fatto è che anche quando ci troviamo nelle "condizioni" non sempre siamo in grado di riconoscerle eci scorrono addosso senza neanche sfiorarci. Però l'immaginazione ci fa sentire nel Lavoro. Caro Enzo, se conoscevo l'inglese avrei collaborato volentieri, ma non è così.
Ciao
G

Giovanni ha detto...

Doverosamente devo aggiungere una cosa. Naturalmente è necessario l'aiuto di chi quelle condizioni le sappia creare.Ed è altresì necessario che lo stesso indichi a chi non se ne avvede, la sua personale modalità per comprenderle. Perchè gli sono di aiuto.
A presto.
G

Enrica ha detto...

Quando si inizia questo lavoro bisogna essere seri e noi non lo siamo. Dobbiamo lavorare per lungo tempo per imparare ad essere seri. Persone che hanno cercato in lungo e largo e hanno sacrificato molto per trovare una scuola sono forse serie, ma noi abbiamo trovato il lavoro sulla porta, pronto, e non siamo seri. Dopo averlo trovato alla nostra porta, siamo "chiamati" a fare uno sforzo e non semplicemente reagire, perché, fondamentalmente, tale possibilità è in tutti noi. Ma noi andiamo nella direzione contraria, con il nostro pensiero, sentimento e funzionamento passivo. Devo aggrapparmi alla chiamata come ad un bastone piantato in un fiume dall'intensa corrente. Devo lavorare su me stessa, il Si contro il No, attiva contro passiva. Io sono una candidata per il luogo reale dell'uomo. Accetto la lotta come un impegno concreto, questa è la mia parte come essere umano.
Ci sembra di avere tutto contro di noi: ma no, c'è qualcosa in noi per la lotta, che dice: "Io devo, io posso". Il resto è contro. Ripeto, questa è la nostra situazione, non possiamo partire da altrove. Accettando questa sfida, proviamo di essere in grado di prenderne parte. Altrimenti restiamo passivi per sempre. Migliaia di uomini vivono e muoiono in questo modo. Vogliamo essere diversi? Tutto questo non è a buon mercato, è molto costoso.
Se un uomo raggiunge ciò di cui parlo, può iniziare a lavorare. Ma, come "uomini funzionali", non portiamo mai a termine ciò che abbiamo iniziato. Come possiamo cercare il Regno dei Cieli, quando non riusciamo nemmeno a tenere la camera in ordine? Cristo ha parlato di avere fede nelle piccole cose, allora potremmo essere più vicini a ciò che ci siamo prefissi. "Fare" appartiene al livello dell'uomo numero sette, molto elevato, molto lontano. Molto più vicino a noi sono i nostri momenti in cui siamo in grado di ottenere qualcosa con il potere dei nostri "tre-cervelli". Tutto va per gradi, ma un uomo che è consapevole di ciò che agisce ha più possibilità, e se non lo è, deve diventarlo. Per il momento la cosa più importante è quella di studiare.
Cosa posso fare oggi verso il mio obiettivo? Mi sorprendo a sognare ad occhi aperti, persa, addormentata. Posso svegliarmi.
Senza un obiettivo non vado da nessuna parte e resto una buona a nulla. Alcuni hanno un obiettivo forte nella vita, perché sono guidati dall'ambizione. Altri hanno uno scopo più debole perché hanno meno illusioni circa la vita stessa. In qualsiasi posizione ci troviamo, dobbiamo, fondamentalmente, studiare. Che cosa mi impedisce di raggiungere quello che penso possa essermi utile? Consideriamo nel fare le cose quello che potrebbe essererci utile? Le cose accadono in relazione a quello che siamo. I miei rapporti sono ciò che sono, perché io sono quello che sono. Creo le mie condizioni del tutto alla cieca. Sono tutto il tempo a lamentarmi di ciò che si trova al di fuori, ma devo guardare più vicino a casa. Più sono disposta ad aprire un momento di verità riconosciuta, meglio è. Mi sento divisa. Vorrei dare e voglio tenere. Sono solo un sacco di contraddizioni e accetto di viverle e di sentirle. A poco a poco questo distruggerà il miei sogni su di me.

Anonimo ha detto...

E questa è la Quarta Via, e questo è il Sistema. Alleluja! Cara amica, hai detto tutto ciò che è utile dire ed hai indicato tutto ciò che è utile fare. E' difficile, ma hai detto anche questo. Ed io ti ringrazio, mi sei stata molto utile a farmi vedere, seppure solo per un attimo, le condizioni in cui sto. Così, senza speranza, nella più amara constatazione di vedere più in là di ciò che posso realmente fare. Ma per un attimo mi sono ricordato di me, e dello scopo per il quale sono stato creato. Grazie ancora.
A

Anonimo ha detto...

Ciao Anonimo! mi sei simpatico e per questo intervengo: Altrimenti non lo farei mai.
Sono anonimo come te,il nr.2, e per questo nutro ancora piu simpatia.
Vorrei chiederti il motivo per cui ti sei fissato sulla quarta via.
Sei una persona sensibile ed emotiva: Non sarebbe il caso di scegliere qualcosa di più adatto a te? I sistemi cercano di portare tutti allo stesso traguardo e dopo si abbandonano. All'inizio è meglio non scegliere qualcosa che ti fa intestardire e arrabbiare, perchè questo e uno dei punti che si devono migliorare,sempre.
Di solito si fanno grandi promesse per attirare le persone perchè altrimenti (se non impari a volare e a spostare oggetti) mi spieghi per quale motivo dovresti mai sforzarti? Ma dopo piano piano...le cose si capiscono.
"se mangi, mangia", "se cammini, cammina", "se dormi, dormi" Queste parole buddiste ti devono guidare persino quì, mentre preso dalla foga, rispondi a chi ti contesta: Per dirla con parole semplici....vuoi imparare? Chiedi! vuoi insegnare? Insegna! Fai un post alla volta. Uno per chiedere, uno per insegnare. Ma attenzione a quello che chiedi anonimo, potresti non voler sapere alcune risposte. Alcune risposte ti costringono a vedere le nostre contraddizioni:Quelle di chi scrive e le tue. Ciao Anonimo nr.1 :-)

Anonimo ha detto...
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Anonimo ha detto...

Enzo, ma che fine hai fatto? E il tuo blog, che fine sta facendo?

Enzo ha detto...

ciao Anonimo,
che fine ho fatto? sto facendo molte cose, scrivo suono e continuo il Lavoro.. per quanto riguarda il blog diciamo che aspetto degli stimoli.. le discussioni con coloro che hanno capito tutto e che vogliono esclusivamente porre l'attenzione su quello che non va senza intavolare nessuna forma di dibattito non sono più stimolanti, mi piace maggiormente in questo periodo avere confronti con le persone che sanno stimolare riflessioni e che sono disponibili a discuterle. Mi sembra che in Italia questo sia piuttosto difficile, siamo decisamente arroccati su posizioni molto rigide. Nei siti di lingua inglese trovo maggiori possibilità di confronto e di indagine, e mi sembra che uno strumento come la rete sia maggiormente sfruttato per le sue potenzialità.
Comunque ci sono e quando ho qualcosa da postare lo farò subito.
A presto..

Lucignolo ha detto...

La quarta via sembra diventata una non via col passare degli anni. Abusata mal interpretata dalla maggiorparte dei gurus in circolazione sembra si stia ritirando nel suo posto originale che è il NULLA. Daltronde il risveglio non puo' essere cercato attraverso una via o una metodologia. E' proprio la ricerca il problema. Credo che se non ci fossero le VIE il desiderio di liberarsi non verrebbe stimolato e con esso la sofferenza che ne deriva. La causa della sofferenza sono i desideri di qualsiasi natura essi siano. L.

Enzo ha detto...

Caro Lucignolo,
nel tuo post hai toccato dei punti molto significativi. Rispetto alle osservazioni che ho potuto fare in questi anni, sia in relazione al blog che a diversi incontri fatti in ambito italiano, mi trovo molto d'accordo con te che la Quarta Via stia diventando una non via. Noto che le persone che sono interessate a questo strumento sono sempre più quelle che descrivi nel tuo post, e anche molti di coloro che dicono di portare avanti questo percorso da anni non dimostrano nessuna capacità differente da quello che dicono di combattere. Non so se considerarla una NON VIA perché almeno a livello personale ho verificato che attraverso il suo uso ho potuto ottenere nella mia vita un significativo cambiamento.
Per quanto concerne quello che dici relativamente al risveglio, è un soggetto vasto, innanzitutto sarebbe opportuno definire cosa si intende per risveglio (tu cosa itendi?) e poi il problema del metodo è considerato sin dai tempi di Cartesio molto importante. Ai giorni nostri e per quella che è la nostra condizione educativa e di ambito sociale il metodo è quello che ci può aiutare a comprendere e a creare nuove opportunità che senza una struttura organizzativa sia interiore che esteriore non sembra possibile. Mi domando come faremmo a cambiare qualcosa senza avere un riferimento, almeno iniziale, verso quello cui vogliamo rivolgerci?

Quando dici che è proprio la ricerca il problema non capisco cosa intendi, mi viene in mente il detto se è nato prima l'uovo o la gallina, mi spiego, mi viene da pensare, sono nate prima le vie o la necessità dell'uomo di cercare? Vale a dire che l'uomo possiede un insito bisogno di ricerca e quelli che hanno o pensano di aver raggiunto qualcosa si ingegnano per condividere questo con le altre persone, ameno è quello che mi sembra accadere. Le tue osservazioni mi fanno riflettere semmai più sul fatto di quanto ci illudiamo di aver raggiunto e di come questo venga utilizzato dalle parti di noi che vogliono dominare gli altri, o per interessi personali o per proprie insicurezze, vanificando il potenziale positivo che si realizzerebbe in una vera trasmissione di conoscenza ed essere.

tu dici:
La causa della sofferenza sono i desideri di qualsiasi natura essi siano.
Io credo che la causa della sofferenza sia la frizione che si genera tra quello che desideriamo e la distanza che ci separa da esso e lo sforzo che dobbiamo fare per scoprire come raggiungere tale desiderio (considerando anche l'ipotesi di scoprire che è un non desiderio e quindi una menzogna o un desiderio indotto).
Questo va dal desiderio di un panino a quello del "risveglio", credo che una condizione esistenziale parzialmente senza desideri sia possibile solo in un ambiente appositamente creato per questo, ma resta comunque impossibile non avere desideri in toto.
A presto,
Enzo

lucignolo ha detto...

Caro E.
La parola desiderio ha due significati che si oppongono fra loro. Uno è l’uso della volonta’ per ottenere quaslcosa che apparentemente è assente nel presente e l’altro, è aspettare cio’ che gli astri (siderio ) hanno da offrire. Dunque vi è un significato attivo e uno passivo. Agire metodologicamente è quello che fin da bambini la famiglia, il sistema educativo, e le varie istituzioni religiose hanno cercato attraverso i loro insegnamenti di spronarci a fare, inoculando nel nostro apparato pensante la speranza di un futuro migliore. Ogni azione mentale sembra contenere come obbiettivo l’essere speciali e il dominio dell’ambiente circostante. Il risultato è un mondo pieno di sofferenza che sembra andare alla deriva.
E se invece di agire aspettassimo il dono delle stelle. Perche’ non ripudiare i metodi che spronano all’azione e abbracciare invece l’arrendevolezza. Meditare in fondo è proprio questo. L.

Anonimo ha detto...

Per Enzo,
per poter diventare Mister E. devi imparare a smettere di prendertela cosi' tanto. Non ti fermare al presunto tono, tu sei in grado di arginare ogni dissenso, perche' tu possiedi la forza di credere nel Sistema, e questo e' un requisito molto prezioso per la linea di Lavoro in cui ti sei cimentato.

Chi e' uscito dal cul(t)o della FOF, non e' mica uno stronzo qualsiasi!
X.

Enzo ha detto...

Caro Lucignolo,
vorrei condividere una riflessione, secondo il pensiero comune desiderio=sofferenza per qualcosa che è apparentemente assente nel presente.
Poi in associazione mi vinene da pensare sofferenza=qualcosa di negativo.
Ma se spostiamo il concetto di sofferenza da quello di negativo al concetto che essa rappresenta semplicemente una frizione, che sorge dalla lotta interiore tra il si e il no, allora possiamo vedere questa sofferenza non più come una limitazione, ma come una opportunità di osservazione. In questo contesto è la comprensione del momento che risolve il desiderio, perché se ad esempio in questo momento desidero di cambiare il mondo e mi rendo conto che questo scopo appartiene ad un livello in cui adesso non sono, risolvo il conflitto dell'identificazione di perseguire uno scopo per me irrealizzaile nel momento.
Mi sembra di osservare che il lavoro, se così si può chiamare, sul desidero è più quello sull'identificazione con il desiderio.
Che ne pensi?
Ciao
Enzo

Roberto I ha detto...

Ciao Enzo,
in relazione al tuo commento desiderio=sofferenza mi sembra di capire che hai descritto il tuo passaggio da forza passiva (poi in associazione mi viene da pensare...) a forza attiva (ma se spostiamo...)
E' mia immaginazione o era nelle tue intenzioni?
Grazie.

Enzo ha detto...

Ciao Roberto I,
non lo avevo intellettualizzato così come lo riporti tu, ma si mi sembra che sia questo il percorso, il passaggio da un desiderio "passivo" dominato dall'identificazione e quindi imprigionante, ad un desiderio "attivo" che ci mostra sia il limite delle nostre capacità sia la direzione in cui è possibile orientarsi. In questo mi sento, ma Lucignolo forse può apportare del suo, anche di ricollegare il desidero alla sua connessione con gli astri (siderio) nel senso che se siamo più consapevoli del desiderio possiamo anche vedere ciò che in esso è espressione delle leggi ascendenti o discendenti.
Ciao a tutti..

lucignolo ha detto...

Caro E.

Nella sofferenza è contenuto in minime dosi il piacere cosi come nel piacere in altrettante minime dosi è contenuto il dolore. Se poi si usa volontariamente la sofferenza beh allora (secondo Mr G. a Co.) si possono stimolare parte del nostro cervello che usualmente sono assopite. Il mondo cristiano è pieno di santi che usavano espedienti come il cilicio o la fustigazione per attingere a stati piu alti che altro non erano che reazioni chimiche cerebrali. E' scientificamente provato che quando vi è dolore il centro del piacere è costantemente attivo a secernere endorfine per compensare tale squilibrio. Molte scuole esoteriche fanno uso di tali tecniche, ma non per questo hanno riisolto il problema sofferenza. Nel buddismo la prima nobile verita' è che la vita è sofferenza, sofferenza intesa come isolamento, sconnessione totale dal cosmo. E' evidente che il pianeta in cui viviamo ha come caratteristica principale tale stato e di fatto fin dalla nascita istalla programmi mentali atti a perpetuare quella caratteristica dando l'illusione di essere degli uomini liberi in un enorme prigione. Qualsiasi metodologia spirituale usa il pensiero come mezzo verso la liberazione, ma è proprio questo l'eterno problema. Ogni pensiero è colorato dalla sofferenza quindi inadatto a percepire qualcosa di nuovo. L'apparato pensante deve cessare la sua attivita' se si vuole ripristinare l'unione con il TUTTO. Ogni movimento del pensiero perpetua la matrice del pianeta in cui viviamo. Il desiderio dunque essendo pensiero................... Spero di essermi fatto capire e scusate per il post lungo. Ciao L