mercoledì 4 novembre 2009

Persona diretta dall'esterno e persona diretta dall'interno

Ho letto di recnte un testo di Alexander Lowen fondatore della scuola terapeutica nota come Analisi Bioenergetica.
Il pezzo che riporto di seguito credo sia di grande importanza per chiunque senta la necessità di portare avanti un lavoro su di sé. Spesso la necessità di un autoperfezionamento prende delle direzioni che sono ben espresse da quanto scritto da Lowen. Credo sia importante per chiunque fare un esame personale su dove lo sta portando il suo cammino e le scelte ad esso connesse, soprattutto di che uso si fa del materiale che si studia e si cerca di mettere in pratica.
La Quarta Via nel cosro del tempo ha subito notevoli cambiamenti, ad oggi ci sono diversi gruppi che usando le idee del sistema si stanno orientando verso una sua interpretazione meno dogmatica e che prende spunto dall'esperienza che del sistema è stata fatta negli anni successivi alla morte di Gurdjieff. Questo risulta sicuramente negativo per coloro che seguono rigidamente quanto scritto sui testi in circolazione, ma le persone che portano avanti questa "nuova" espressione del Lavoro sono individui molto più bilanciati e meno egocentrici dei sedicenti maestri che ancora oggi numerosi affollano le nostre comunità.
Beh senza dilungarmi troppo ecco il pezzo tratto dal testo di Lowen "depresione e corpo":
Alexander Lowen
La persona diretta dall'interno ripone fiducia in sé stessa. La persona diretta dall'esterno la ripone in altre persone e così corre contemporaneamente il rischio di essere deluso. cerca sempre qualcosa al di fuori di sé in cui credere: ina persona, un sistema, una credenza, una causa o un'attività. A livello conscio si identifica con i suoi interessi esteriori.
...Ma fa le cose per gli altri e le fa con incoscia attesa che gli altri riconoscano il suo valore e rispondano amandola, accettandola e appoggiandola.
La persona diretta dall'interno agisce e fa le cose per sé. La sua identificazione primaria è con sé stessa in quanto persona e le sue attività sono espressione di ciò che è.
Trova soddisfazione nel suo modo di reagire al mando anziché nella reazione del mondo nei suoi confronti.
Quanto ai bisogni insoddisfatti dell'infanzia, e tutti ne abbiamo, un tipo di persona di questo genere non si attende di vederli soddisfatti da altri.

6 commenti:

francesco ha detto...

la quarta via non è un sistema inventato ma portato da gurdjeff.
E questo sistema non deve essere interpretato ma compreso; non può essere insegnato ma trasmesso. Non è un sistema intellettuale per cui non può essere discusso, non se ne può dare un'opinione, qualsiasi essa sia.
La domanda è semplice: se sono tifoso della Roma, perchè continuo a seguire le partite della Lazio?
Se non sono d'accordo con quello che c'è scritto nei testi della quarta via, perchè continuo a parlarne?

Doc ha detto...

Ma soprattutto, Francesco... perchè TU continui a parlarne?
Lascia che ne parlino gli altri... quelli che ancora non comprendono... :)

Doc ha detto...

Comunque... un bel post Enzo ;)

v ha detto...

"oggi ci sono diversi gruppi che usando le idee del sistema si stanno orientando verso una sua interpretazione meno dogmatica"
Quindi non è più quarta via. Un conto è che una scuola tracci la sua strada, un altro conto è che un insegnamento venga interpretato. Sono due cose completamente diverse. Rispetto al testo che proponi non si capisce bene cosa vorresti suggerire al lettore, è troppo breve per capirlo, e sembra somigliare molto alla pnl, ma proviamo a estrapolare la prima frase: "La persona diretta dall'interno ripone fiducia in sé stessa."
Scusami ma non capisco: in che modo ritieni che questo abbia a che vedere ocn la quarta via? Per la quarta via un'uomo diretto dall'interno, cioè un uomo che abbia sviluppato un'anima non ha assolutamente nessuna fiducia in sé stesso, ma al contrario è una persona che ha sperimentato la propia nullità. Non credo si possa dire che Budda o Gesù avessero "fiducia in sé stessi".
Questo a me non sembra che significhi tracciare la propria strada ma semmai stravolgere completamente un'insegnamento.

Enzo ha detto...

Caro V,
hai detto:
Un conto è che una scuola tracci la sua strada, un altro conto è che un insegnamento venga interpretato
Ancora un'altra volta mi trovo a domandare... tu che stai parlando tanto di come le cose dovrebbero essere... senza però giungere mai veramente a nulla, cito:
Ma tutto questo non può essere spiegato.
ma anche stavolta è una cosa che non può essere spiegata
Sei qui per fare a tua volta pubblicità della tua scuola (ammesso che tu sia altra persona dai precedenti)?
Dici che l'insegnamento non può essere interpretato.. tu o chi per te non lo sta interpretando? al di la di Gurdjieff chi non lo interpreta e media (ah già chi conosce la verità lo sa e basta e gli altri o seguono o perdono il treno)? forse... in base al fatto che anche stavolta è una cosa che non può essere spiegata (cito)
Ok se non può essere spiegato cosa stai cercando di dire? forse che cercare di comunicare con altre persone è sbagliato? Che o si arriva alla scuola definitiva o altrimenti ogni scambio non serve? neghi che esista un percorso nella vita di un uomo.. e quindi diversi momenti e fasi di crescita?
Sperimentare la propria nullità non vuol dire non avere fiducia in se stessi, riconoscere e demonizzare i nemici in sé nutre profondamente una forma di giudizio che facilmente porta al crimine.
Parli come se tu sapessi, ma chi sa accoglie e accetta, scambia e comprende. Pesare che un sito possa essere paliativo del lavoro dimostra che chi scrive è prevenuto e non conosce il lavoro.. è impossibile che un testo possa essere rappresentativo del lavoro, esso è al più una forma di comunicazione sicuramente parziale ma necessaria perché gli individui si possano conoscere ed avvicinare.
Ribadisco se le persone che scrivono devono solo fare i vaghi indicando che il lavoro funziona solo se una guida (la loro ovviamente) è quello che (loro considerano) che dovrebbe essere, e tutto il resto non serve altro che alla menzogna, mi domando su che prove si fondano?
Credo sia giusto e interessante se chi possiede questo tipo di guida posti la struttura del lavoro per attirare persone a loro, e dimostri la compassione e apertura al dialogo concretamente se senza frasi ad effetto, oramai il tempo è passato. Ma il semplice sfoggio di saccentismo e frasi velate per indicare che noi poveri mortali siamo sulla strada sbagliata, non è di grande interesse se non per deboli menti inesperte, ma di queste scuole (ammesso che possano essere definite tali) ce ne sono fin troppe.. dunque ribadisco se volete spiegare in cosa consiste il vostro lavoro pratico siete i benvenuti ma per favore dateci un tagli con questi post da new-age della Quarta Via.
Vorrei altresì concludere che non esistono dirette testimonianze del lavoro pratico ed individuale che Gurdjieff faceva con i suoi studenti, i testi parlano delle idee di base del sistema ma la loro applicazione non è trattata se non in qualche libro diario degli studenti di Gurdjieff ma con solo alcuni accenni. Dunque in base a questo non esiste nessun assoluto su come lo scambio con le persone debba essere effettuato e questo perché il sistema è mediato da chi lo trasmette in base al suo livello d'essere.. e siccome non abbiamo tutti lo stesso livello d'essere le condizioni per trasmettere le idee del sistema sono decisamente molto molto varie.. più di come alcuni pensano..
rifletteteci..
Ciao Ciao

Anonimo ha detto...

Cari ragazzi, spero non vi offendiate ma questo è quello che date l'impressioni di essere. Sono una madre di famiglia quindi una persona obbligata ad essere molto pratica e a cercare di capire come ottimizzare il tempo e raggiungere il risultato desiderato senza dispersioni di energia, quindi spero non me ne vogliate per il mio tentativo di dare un' opinione forse un pò da mamma. E' qualche giorno che seguo la discussione e la sensazione che ho è sempre la stessa, avendo frequentato gruppi e scuole di vario genere ( tra cui per 5 anni anche una della Quatra via), cioè quella di una grande paura; paura di perdere il controllo, paura di esere fregati, paura di essere dannati,( non so se qualcuno si rende conto di quanta mentalità cattolica endemica trasuda dai vostri commenti, forse non ce ne libereremo mai, gli orientali compreso G. sono molto lontani da questi sapori). Insomma quante paure ci impediscono di vivere esperienze che potrebbero essere una grande fonte di ricchezza, si è vero, spesso rischiamo di rimanere scottati e vi assicuro che anche da questo punto di vista non mi manca l'esperienza, ma fa parte del gioco e la nostra sincerità nei confronti della nostra evoluzione è l'unica vera alleata che abbiamo.
Non voglio fare quella che sa anch'io mi trovo ogni giorno a combattere le mie paure e vi assicuro che ancora troppo raramente ne esco vincitrice, ma mi chiedo se utilizzassimo questo spazio o questo tempo per scambiare su cosa ci può essere utile per il nostro viaggio, invece che per continuare a dire cosa sbaglia uno e cosa sbaglia l'altro, non sarebbe più utile?
Sarebbe bello sapere per esempio che cosa aiuta Francesco a combattere le sue paure nella vita di tutti i giorni,e sinceramente mi sembra che le intenzioni di Enzo con l'aver creato questo spazio, al di là delle parole siano queste.
A presto e buon viaggio a tutti.