domenica 2 agosto 2009

Incontri con Anthony Blake sulla Quarta Via

Incontri in Italia

La Quarta Via

La “Quarta Via” è un idea associata in particolar modo con G. Gurdjieff, che la propose come alternativa alle tre vie tradizionali, focalizzate su corpo e sforzo (la via del Fachiro), emozione e devozione (la via del Monaco), pensiero e concentrazione (la via dello Yogi). La Quarta Via si propone di combinare elementi di tutte e tre queste vie, mettendole inoltre in pratica nelle condizioni della vita ordinaria.

Vari seguaci delle idee di Gurdjieff, come John Bennett, hanno esplorato le ramificazioni di questa idea, continuando a sperimentare con metodi derivanti da varie fonti. Anthony Blake, allievo di Bennett, si è trovato a cercare in nuove direzioni, tra cui il dialogo, come mezzo per aiutare ad affrontare lo scopo delle persone che apprendono a parlare e comprendersi reciprocamente. I “vecchi maestri” della Quarta Via si erano in gran parte estinti ed egli desiderava trovare metodi che non dipendessero da un sistema di “autorità” costituito.

Molte persone oggigiorno hanno qualche nozione relativa ad una “vita interiore” e ricercano una tecnica o l'altra, per coltivare questa interiorità. Sono consapevoli dell’immensa pressione ad omologarsi con la massa cui si è soggetti, dei vari metodi con cui i media, il consumismo, e perfino l’educazione formale, rendono le persone “straniere a se stesse”, e desiderano aiuto per trovare qualcosa che non provenga dal di fuori, qualcosa che non sia manipolato e artificiale.

Nella Quarta Via, l’interiorità è coltivata nel mezzo della vita ordinaria. È in questo che è importante. Una cosa è andare a un ritiro spirituale e raggiungere un qualche “stato migliore”, tutt'altra è realizzare ciò mentre si è soggetti pressioni esterne. Si potrebbe addirittura affermare che, il fatto di avere alcune persone che sono di per sé un po' più libere in se stesse, potrebbe giovare alla società nel suo insieme.

La Quarta Via nel suo essere istituzionalizzata può diventare meccanica come ogni altra cosa. Di quando in quando, le persone hanno bisogno di iniziare di nuovo, gettando uno sguardo rinnovato a “ciò che funziona”.
Nello spirito, la Quarta Via è un modo di comprendere e riguarda ciò che possiamo fare. Comprendere non è giustificare le cose o calmare la mente attraverso comode teorie, piuttosto è il contrario: la realizzazione che non potremo mai sapere nulla di certo.


Conversazioni ed Esperimenti
Invece che adottare semplicemente un tipo o l'altro di pratica, come la meditazione, confidando che produca benefici, proviamo ad iniziare con una conversazione tra noi per capire cosa vogliamo ottenere e perché. In ciò non vi è alcuna pedissequa adesione ad un sistema di credenza o ideologia. Naturalmente tutti abbiamo dei sistemi di convinzioni, anche se neghiamo che sia così, ma essi rappresentano la resistenza alla comprensione, non le sue fonti.

Allo stesso tempo, a meno che non effettuiamo degli esperimenti sarà improbabile vedere qualcosa di nuovo. Sperimentare significa fare le cose in “maniera differente” a come facciamo abitualmente. Significa anche che occorre essere intelligenti al riguardo, nessun mezzo meccanico può aiutarci ad essere più liberi. Come disse Gurdjieff, “La coscienza può venire solo dalla coscienza”.

La conversazione utile è un'arte, il solo a parlare o discutere produce pochi risultati. Quindi imparare a parlare insieme è una questione rilevante. Se abbiamo accantonato la fiducia in qualche figura autoritaria, che pensi per noi, allora dobbiamo imparare a fare affidamento gli uni sugli altri per evolvere. Quasi tutti, tuttavia, partiamo dal presupposto di sapere già come parlare gli uni con gli altri – dopotutto non siamo forse persone civili e colte?

Abbiamo parlato in termini di “guardare dentro” poiché ciò significa la speranza che si possa accedere a livelli di noi stessi - sia visti come psiche che come corpo - con la capacità di generare nuovi tipi di informazioni, diverse da quelle che abbiamo accumulato dal mondo esterno. Ciò non è così misterioso, in quanto tutto ciò che facciamo può rivelarci nuove dimensioni, se vi poniamo attenzione. Le funzioni di base - parlare, muoversi, pensare, ecc. - offrono proprio la possibilità di realizzare un nuovo inizio, per quanto solitamente ignorate da coloro preoccupati unicamente delle “cose importanti”.

Abbiamo anche parlato del lavoro “nelle condizioni della vita ordinaria”. Tuttavia dobbiamo prima imparare a farlo. Abbiamo bisogno di periodi di lavoro concentrato insieme - quando vi è più “energia” disponibile - per darci un assaggio di nuove direzioni di attenzione che possano poi venire riportate nella vita quotidiana.

Abbiamo appena parlato di “energia”. La maggior parte delle speranze di cambiare se stessi, o la trasformazione della vita, sono irrealistiche perché non tengono conto del fatto che qualsiasi cambiamento richiede una corrispondente quantità di energia o combustibile. Solamente desiderare qualcosa, o tentare di fare qualcosa, non è sufficiente. L'energia deve essere liberata da dove è imprigionata, nei meccanismi di routine. Essa non può venire dal nulla. Se fossimo in grado di ridurre la quantità di energia che sprechiamo potremmo cambiare qualcosa in noi stessi.

Incontri in Italia
Se le idee discusse brevemente in questo opuscolo risuonano in te, allora puoi proseguire nell’indagine partecipando agli incontri che si terranno a Firenze dal 19 al 26 settembre dove si offrirà l'opportunità di porre domande e di avere alcuni assaggi di esperienze pertinenti. Nulla è garantito, ovviamente.

Nel fine settimana del 19 settembre si terrà un evento più strutturato e dettagliato. Durante questo fine settimana, saranno presentati vari metodi che possono essere di interesse ed anche assisterti nei tuoi esperimenti personali. Ciò includerà lavoro sull’attenzione interiore, movimenti, dialogo ed ascolto, ed altre cose che potrebbero emergere come pertinenti durante gli incontri.

Inizieremo il week-end con un incontro insieme per permettere a tutti di articolare il proprio scopo. Formulare un obiettivo per sé è una componente importante della Quarta Via, poiché questa via è altamente individuale e non cerca di imporre per tutti lo stesso regime. Ciò non è così facile come potrebbe sembrare e quasi tutti si rendono conto che è necessario procedere per tentativi. Vi è inoltre la questione fondamentale della fiducia e forse, nella vita, siamo diventati timorosi di parlare di quanto viene da dentro con altri che potrebbero essere critici e sprezzanti.

Dobbiamo sviluppare ciò che funziona per noi, nel nostro modo, ma la compagnia degli altri è d'inestimabile valore per farlo. Invece di competere e negarci l'un l'altro possiamo cooperare ed affermarci reciprocamente. Ciò non significa, comunque, mancanza di discernimento.

Anthony Blake
Anthony ha trascorso 15 anni con John Bennett imparando molto non solamente dalle sue conferenze, dai suoi scritti e dalla sua guida ma anche per osmosi. Il suo background come Bennett è stato scientifico. Ha studiato fisica ed ha incontrato David Bohm. Si è trovato costretto a riunire insieme le discipline e lo scetticismo della scienza con le intuizioni e la fede del misticismo e della spiritualità. Come una volta Gurdjieff consigliò, “Prendi la saggezza dell’oriente e la conoscenza delle occidente e poi cerca”.
Anthony è autore di numerosi libri tra cui A Seminar on Time, The Intelligent Enneagram, The Supreme Art of Dialogue. È cofondatore di The DuVersity, un'associazione no-profit che tratta di ricerche sull'intelligenza e la diversità, e si è impegnato con varie “persone straordinarie” in diversi ambiti: Analisi di Gruppo, cultura amerindia, analisi junghiana, tecnologia intellettuale, sviluppo creativo, eccetera.


LUOGHI
I primi due giorni di conferenze e attività si terranno presso Villa Vrindavana http://www.villavrindavana.org/it/ una splendida villa del 500 immersa nella campagna Toscana.

Gli incontri durante la settimana saranno ospitati dal Centro La Cabina Teatrale di Saverio Tommasi Via Romagnosi 13/a Firenze

Le visite ai musei, i pranzi e le cene che si terranno durante la settimana saranno decisi volta volta in relazione alle persone presenti e alla disponibiltà.

CALENDARIO
19 Settembre
incontro a Villa Vrindavana dalle 11.00
13.00 Pranzo
14.30 Confernenze dirette da Anthony Blake
20 Settembre
incontro a Villa Vrindavana dalle 11.00
13.00 Pranzo
14.30 Anthony Blake approfondimenti sulla Quarta Via, metodi e pratica

22 Settembre
ore 20.30 incontro Cabina Teatrale

25 Settembre
ore 20.30 incontro Cabina Teatrale

Durante la settimana saranno organizzati incontri ed eventi informali con Anthony Blake, sui metodi della Quarta Via, sulle Danze di Gurdjieff e per speriementare praticamente il Lavoro insieme, con domande ed approfondimenti.

Per informazioni e prenotazioni potere contattare:

quartavia.conference@gmail.com
Enzo – 3355626270
Benedetto – 3338699606

Le informazioni e le eventuali variazione dei programmi le potete trovare sul sito:
http://www.vivereilmiracoloso.com
http://www.meetup.com/gurdjieff-ouspensky-gruppo-firenze/

COSTI
Il costo per partecipare agli eventi è di Euro. 50,00 a persona come contributo spese per l’affitto dei locali e per le spese di organizzazione.

mercoledì 15 luglio 2009

Compagni di viaggio nel lavoro su di sé.

Questo è un interessante appello di un amico che mi sembrava interessante pubblicare come strumento di richiamo.
Buona lettura,
Enzo

Il desiderio di conoscenza, di miglioramento o evoluzione, la ricerca od il lavoro su di sé, conducono a varie strade. Alcuni scelgono di affidarsi a scuole, maestri, guru, cui dedicare talvolta la propria fede, talaltra la propria creduloneria. Per alcuni si tratta di difendere dogmi e fazioni a spada tratta, ritenendo spesso importante solo quanto conoscono, per troppi di trovare comodi e superficiali sogni new age. Molti sanno solo ripetere a memoria qualcosa detto da altri, troppi, saccenti, cercano polemica ed elargiscono offese come si usa nel tifo da stadio.

Alcuni infine sono dei “viaggiatori”. Essi sono interessati alla conoscenza che possono concretamente applicare al viaggio; si differenziano nettamente dai sognatori poiché i primi il viaggio lo intraprendono realmente, intenzionalmente, nella vita, i secondi si limitano ad immaginarlo. Un viaggiatore inoltre non “delega” la diretta comprensione ad altri giacché questo non potrebbe servirgli nel viaggio, che deve compiere personalmente. Egli non può portare con sé né ingombranti certezze (dogmi, fazioni, scuole) né superficiali comodità (sogni, fantasticherie, banalità new-age), poiché ciò gli intralcerebbe il cammino: deve scegliere dal suo bagaglio solo quanto mostra di funzionare nel percorso, rinnegando la proiezione dei pregiudizi suoi o altrui.

Un viaggiatore non cerca quindi scuole o maestri. Talvolta incontra ed accoglie delle guide più esperte in quello specifico tratto, ricambiando con piacere quanto ha appreso su altri tratti, non dimenticando che l'avere una guida potrà fornirgli indicazioni ma mai esimerlo dal percorrere egli stesso il tratto con presenza e spirito critico. In alcuni casi il percorso sarà nuovo ed egli diventerà “esploratore”, per quanto per un vero viaggiatore non ci sarà nel percorso ignoto alcuna differenza, poiché con lo stesso atteggiamento avrà affrontato anche i sentieri più battuti.

Quanto realmente occorrerà ad un viaggiatore dopo un'iniziale allenamento sono dei compagni di viaggio, poiché egli capirà che da soli difficilmente si va oltre brevi escursioni e, prima o poi, giungerà il momento di affrontare sentieri più seri.

Chiarisco, nel presentarmi, di avere tratto ispirazione dalla bellissima metafora offerta da Daumal nel Monte Analogo. Mi interesso da tempo di ricerca su di sé da molte prospettive e particolare riscontro, nel mio viaggio, l'ho trovato col pensiero di Gurdjieff, particolarmente con quanto riportato da Ouspensky. Di questo sistema ritengo in special modo degna l'indicazione di base di non credere a niente di quanto mostrato finché non si sia personalmente verificato. Diffido dei rischi delle "deleghe" e questo presupposto lo ritengo garanzia necessaria ad evitare i "sonni della ragione che generano mostri", oltre che conforme alla mia indole di "viaggiatore".

Scrivo per cercare compagni di viaggio. L'impresa non è facile perché tale ruolo richiede molti prerequisiti purtroppo assai rari. Non sono adatti, oltre a tutti coloro che non hanno neppure mai sviluppato interesse per una Ricerca, neppure tutti i creduloni, i dogmatici, i faziosi, i superficiali new-ager, i comodi sognatori. E neppure i bugiardi, i saccenti, i polemici, i diffidenti, i paurosi, i pigri, le “prime donne”, i simulatori. Più precisamente non sono adatti coloro che non riconoscano in sé tali trappole al loro apparire e non lavorino per superarle.

“Viaggiare”, al di fuori dei sintetici viaggi organizzati, offre meraviglia ed intensità, energia e piacere: Eppure mostra talvolta insidie e pericoli che richiedono al viaggiatore di poter contare sulla mutua lealtà, sincerità e fiducia del proprio compagno, caratteristiche rese impossibili dal libero proliferare dei vizi sopraelencati.

Inoltre ritengo che un viaggio debba pianificarsi guardandosi negli occhi davanti ad una tazza di caffè - opportunità non offerta altrettanto bene da una tastiera, per quanto essa sia utilissima per molti altri aspetti, compresa la possibilità di questa comunicazione. Credo che il viaggio nella vita richieda di potersi incontrare personalmente e frequentemente, per consentire il sufficiente circolo di energie richieste da tale scopo.

Invito chi, concordando con quanto ho scritto, sia di Firenze, la mia città, a contattarmi per un incontro. Ringrazio chiunque mi abbia letto fin qui, per indicazioni, contatti o diffusione del presente appello.

Benedetto Tangocci.
bentango@tiscali.it

lunedì 13 luglio 2009

Tentativo di collegamento

E' stato aperto un account su meetup per realizzare un contatto diretto tra le persone interessate alle idee del sistema..
Chissà cosa porterà comunque questo è l'indirizzo:

http://www.meetup.com/gurdjieff-ouspensky-gruppo-firenze/it/

A presto,
Enzo

giovedì 4 giugno 2009

Enneagramma

giovedì 5 marzo 2009

Segnalazione

Vorrei segnalare un articolo che mi è molto piaciuto.

http://lasperanzasempre.blogspot.com/2009/02/frasi-fatte.html

Buona lettura,
Enzo

martedì 3 marzo 2009

Il Lavoro funziona?

Il lavoro funziona?
Il sistema offre una "mappa" dell'uomo ricca e nuova grazie alla quale è possibile imparare a distinguere le diverse parti di sé.
Il sistema ci invita a riconoscere la natura umana, nella sua espressione più automatica e ci guida a domandarci cosa siamo e ad osservare le nostre manifestazioni. L'educazione contemporanea non insegna a vedere e ad avere a che fare con la nostra natura, il sistema porta l'attenzione su parti differenti di noi.
Il sistema offre una visione del mondo per analogia con ciò che possiamo verificare. Verificiare significa trovare in sé nuovi punti di vista grazie ad un indicazione che prima non consocevamo.
Il sistema ha lo scopo di aiutare le persone a trovare quello che cercano, e se quello che cercano consapevolmente o meno è la sopraffazione del prossimo, il sistema può essere usato per questo, in questo senso può provocare grandi danni, almeno come ogni ideologia che esiste al mondo, e per questo va saputo usare.
Il sistema indica delle leggi che governano il mondo e che possono essere verificate nella vita di tutti i giorni.
La manifestazione del suo funzionamento è legata alla possibilità di cambiare le proprie risposte in maniera consapevole, se ci troviamo di fronte ad una difficoltà possiamo osservarla da punti di vista nuovi grazie alle domande che ci possiamo porre in relazione alle indicazioni che riceviamo dal sistema.
Vivere in maniera differente e maggiormente armonica rispetto a quello che ci circonda è un risultato del lavoro su di sé.
Il sistema è solo una delle manifestazioni di quello che l'uomo è, nella storia ci sono stati molti insegnamenti che hanno avuto lo scopo di trasmettere all'uomo come vivere una vita più ricca.
Il sistema è difficile da comprendere, e non può essere diversamente, per questo tante persone sono convinte che non funzioni perché nella difficoltà a metterlo in pratica non hanno verificato nessun cambiamento in sé.
E' necessario avere dubbi e rimettere in discussione quello che si è imparato, ma rimanere chiusi in un solo punto di vista sia positivo che negativo è la prigione che si chiama mente formatoria.
Riuscire a osservare le proprie risposte e imparare a mettere delle basi differenti alle proprie manifestazioni cambiando l'automatismo delle proprie risposte è una potenzialità che gli uomini hanno, ma perché questo avvenga devono essere trovate delle ragioni più forti del semplice automatismo della propria educazione, il sistema offre questa possibilità se usato in maniera coerente.
Queste sono parole, sono giudicabili vere o meno in base alla propria esperienza, ma quello che è necessario per le persone è uno scambio in cui si cerca di scoprire come usare quello che ci viene dato. Possiamo imparare da tutto fino a che rimaniamo aperti, ma non appena ci chiudiamo in una visione assoluta ci mettiamo un luccicante paraocchi che non ci permette di vedere quello che ci circonda.

Quando ho lasciato la scuola di cui facevo parte è stato perché le persone erano troppo prigioniere di certe visioni e non vi era più nessuno scambio, ho sperato di trovare altrova persone con cui scambiare, con cui condividere l'esperienza di ciò in cui personalmente credo. Lo scopo di questo blog era quello di confrontarsi nelle verifiche di come portare avanti il lavoro, di come questo si maifestava ed aiutava le vite delle persone. L'ida originaria era questa, ma mi sembra di notare che questo non sta accadendo, è un lugo dove per la maggior parte le persone deluse dal lavoro mainfestano il loro astio in qualcosa che non hano trovato e cercano di convincere il prossimo dell'inutilità del proprio viaggio. E' lecito conforntarsi con tutti i punti di vista, ma non è relaizzato lo scopo per qui questo posto esiste. Questo mi porta a riflettere sul fatto che probabilmente internet non è un luogo in cui sia possibile intavolare una discussione su come usare il sistema. Che per qualcuno non funzioni è normale, ma che questo sia il centro di tutte le discussioni esula dal mio campo di interesse, è lo stesso motivo per cui ho lasciato la scuola in cui ero, perché era tutto monopolizzato da pochi solo perché urlavano più delgi altri.
In base a questo rignrazio tutti per il loro apporto, è stato molto utile e ricco fino a che era una novità adesso è diventato un centro in cui l'impotenza di chi non è riuscito a trarre dal sistema quello che immaginava di dover trarre prende un spazio faticoso e inutile.
Arrivederci a tutti.
Enzo

martedì 17 febbraio 2009

LA LIBERAZIONE CONDUCE ALLA LIBERAZIONE

LA LIBERAZIONE CONDUCE ALLA LIBERAZIONE. Queste sono le prime parole di verità, non una verità fra virgolette, la verità nel vero senso della parola; verità che non è solo teorica, non semplicemente una parola, ma verità che può essere compresa in pratica. Il significato che sta dietro a queste parole può essere spiegato così:
Per liberazione si intende la liberazione che è lo scopo di tutte le scuole, di tutte le religioni, in ogni tempo. Questa liberazione può di fatto essere molto grande. Tutti gli uomini la desiderano e si sforzano per averla. Essa però non può essere ottenuta senza la prima liberazione, una liberazione minore. La grande liberazione è la liberazione dalle influenze all’esterno di noi. La liberazione minore è la liberazione dalle influenze dentro di noi.

Gurdjieff VEDUTE DAL MONDO REALE

giovedì 12 febbraio 2009

Una storia Sufi

Ringrazio Claudio per questa storia.
Buona lettura,
Enzo

Un giorno, Nasreddin Hodja e suo figlio andavano al mercato. Il figlio cavalcava l'asino, e lui, lo accompagnava a piedi. Un passante brontolò : - Ecco la nostra gioventù moderna : lasciarsi portare tranquillamente dall'asino, obbligando il suo vecchio padre, con il suo pesante turbante, a seguirlo a piedi! - Padre , te lo avevo detto! mormorò il figlio. Andiamo, non indugiare e prendi il mio posto. Nasreddin Hodja acconsenti. Essi fecero cosî un pezzo di strada fino a che si sentirono interpellare da un gruppo di paesani : - Ehi Hodja, le tue ossa si sono indurite, sei rotto dal ricordo degli anni, perché costringi quest'adolescente, nel fiore degli anni, a zoppicare leggermente dietro di te A queste parole, Hodja non trovò meglio che far montare suo figlio dietro di lui, sulla groppa dell'asino. Non erano andati molto lontano che alcuni individui gli sbarrarono la strada, gridando : - Che gente spietata Due persone su di un povero asino E dire che é il nostro famoso Hodja che tollera ciò! Se questa non é una vergogna! Questa volta, Nasreddin Hodja, fuori di se, discese subito dal somaro, ed anche suo figlio, e tutti e due proseguirono andando dietro l'asino libero del suo carico. Siccome ogni cosa ha una fine, subirono i rimproveri di alcuni. mascalzoni che încontrarono poco dopo. - Che idiozia! Vedere l'asino sgambettare e caracollare in libertà, mentre i suoi padroni, sfidando la polvere e l'intollerabile calore, fanno la strada a piedi! Non si è mai vista una cosa simile! - Vedi, figlio mio, disse Nasreddin Hodja, al culmine della pazienza, ammiro le persone che si sono liberate delle malelingue! Tu, fai come ti sembra meglio e che la gente dica ciò che più desidera, perché le bocche degli uomini non sono un sacco che si possa chiudere !

lunedì 26 gennaio 2009

Domanda aperta

Mi piacerebbe aprire una discussione, ispirata dagli ultimi commenti che sono stati postati, che parte da una domanda aperta a tutti i lettori del blog.

La domanda è, in relazione ad una tematica che sembra essere molto importante in relazione ad un lavoro su di sé in generale:

Che cosa è secondo te (lettore) un Maestro, quali sono le sue caratteristiche, se ne ha, le sue peculiarità, la sua natura, la sua conoscenza, se ne deve avere, su cosa questa si dovrebbe fondare, quale dovrebbe essere il suo approcio ai suoi studenti o a chi lo interroga o a chi non lo interroga, cosa lo definisce.


Questi sono solo alcuni punti se ve ne sono altri per favore fateli presenti. Mi piacerebbe però se la discussione si focalizzasse sull'entità, sull'idea di cosa è o non è un Maestro, lasciando in un secondo tempo e ad altra discussione la questione di quanto sia giusto o meno seguire un Maestro e soprattutto con che atteggiamento porsi.

Vi rignrazio per ogni vostro punto di vista, l'obiettivo non è trovare una risposta assoluta ma sondare i diversi aspetti della questione che ognuno di noi si trova o si è trovato ad affrontare nel suo percorso ed esperienza.

Enzo

venerdì 23 gennaio 2009

Lettera a Savonarola

Salve a tutti,
una interessante immagine che è venuta fuori dagli ultimi scambi con James è stata di come possiamo sentirci come Troisi e Benigni quando scrivono la lettera a Savonarola in "Non ci resta che Piangere", dunque mi è sembrato carino postare questo pezzo meraviglioso del cimena Italiano.



Voglio anche dire che sono molto contento che vi sia stato un sincero chiarimento con James, e che non ha più senso la moderazione dei commenti, che ho tolto.

Enzo

martedì 20 gennaio 2009

Pagina dei commenti aperti #2

Questa è la nuova pagina dei commenti aperti. In questa pagina si possono postare commenti non collegati ai soggetti dei post o che sono la prosecuzione di discussioni iniziate in vecchi post, o che semplicmente sono pensieri e opinioni che volete scrivere e comunicare.

Enzo.

giovedì 15 gennaio 2009

Nuova Traduzione, Il senso della Vita

Vorrei segnalare una nuova traduzione che è stata pubblicata sul sito vivereilmiracoloso.com grazie all'aiuto di Nisha Maggioni del Gruppo If. E' un estratto del testo da cui è stato tratto il pezzo sull'Ipnosi. E' molto interessante per cui invito tutti a leggerla.
Buona lettura,
Enzo - Detto Dhen-Zho (Bonzo Mongolo errante.. ahaha..)

(Originariamente letto come “Emozioni pure ed impure”)
Quale è il senso della vita? Ci sono molte opinioni su questo argomento. “Essi” (le persone in genere ndr.) dicono: è per perfezionare il sé, o il sacrificio del sé, o una preparazione per la vita futura, o un miglioramento dell’umanità, o persino che non ha nessun senso. Tutte queste opinioni cercano il significato della vita fuori della vita stessa. Bisogna guardare dentro se stessi. Il vero senso della vita è “connaissance” . Tutta la vita, tutte le esperienze, portano alla “connaissance”.

Il mondo è tutto ciò che esiste. L’uomo, nel suo divenire conscio, diventa conscio di se stesso e del mondo di cui è parte. La funzione della consapevolezza è di diventare consapevole dell'esistenza di sé stesso nonché dell'esistenza del mondo. La propria relazione con se stesso e con il mondo – questa è “connaissance”, o conoscenza.

Tutti gli elementi della psiche dell’uomo – percezioni, sensazioni, concetti, idee, emozioni, creazione, sono strumenti di conoscenza. Tutte le emozioni, dalla più semplice alla più complicata – religiosa, morale, artistica – sono tutti strumenti di conoscenza.

Secondo la teorie della “lotta per l’esistenza” è la sopravvivenza del più forte che crea l’intelletto e le emozioni, e questi servono la vita, infatti non sono casuali. Hanno un ruolo nella creazione e sono il prodotto di un'intelligenza di cui non conosciamo nulla; e conducono alla conoscenza. Ma non discerniamo la presenza del razionale nei fenomeni e nelle leggi della vita. Studiamo una parte e non il tutto. Quando comprendiamo che ogni vita è la manifestazione di una parte del tutto, si apre la possibilità di comprensione.

Per comprendere la razionalità del tutto è necessario comprendere il carattere del tutto, e tutte le sue funzioni. La funzione dell’uomo è la conoscenza; ma se non si comprende l’uomo come un tutto, non si comprende la sua funzione.

Le nostre vite separate sono la manifestazione di una entità più vasta. Un albero è una manifestazione del dominio psichico del regno animale. Le nostre vite non hanno altro senso se non quello del processo attraverso il quale acquisiamo conoscenza. Il processo di acquisizione della conoscenza non avviene solo attraverso l’intelletto ma attraverso tutto il nostro organismo e l’organizzazione della vita, della cultura e della civiltà. E noi acquisiamo la conoscenza di ciò che meritiamo di conoscere.

CONTINUA

venerdì 9 gennaio 2009

Il pensiero pernicioso

Ringrazio Andreja che anche dal confino ;oP rilascia nella rete delle interessantissime informazioni.. mi verrebbe da dire alle ombre interne ed esterne di meditare... è un pezzo che ci tocca tutti..
Buona lettura,
Enzo

" Il pensiero pernicioso e’ un pensiero incredibilmente rigido.
Fatemi spiegare cosa intendo. Una persona sospettosa e’ una persona che ha qualcosa in testa. Osserva il mondo con una aspettativa fissa e preoccupante, e cerca, solamente, con ossessione, di confermarla. Non verra’ persuaso ad abbandonare la sua idea o il suo piano per attuarla. Anzi, non prestera’ nessuna attenzione ai ragionamenti logici, a meno che non vi riesca a trovare qualcosa che confermi in qualche aspetto o dettaglio la sua idea originale. Chi provasse ad influenzare o persuadere una persona cosi’, non solo fallira’, ma se non fosse abbastanza furbo da smettere i suoi sforzi in tempo, diventera’ lui stesso un oggetto dell’idea perniciosa originale.."

....

"Le persone perniciose, in generale, non ignorano le informazioni; al contrario, le esaminano con grande attenzione. Ma lo fanno con straordinario pregiudizio, eliminando cosa non sia importante per loro supposizioni, e aggrappandosi a tutto cio’ che le confermi.
In piu’, il fatto e’ che, l’ignorare ed eliminare tutto cio’ che non confermi le loro presupposizioni, e’ un processo attivo ed intenzionale. Lo fanno per principio, perche’ partono dal presupposto che tutto cio’ che non confermi la loro idea sia “pura apparenza”.
Cosi’, potranno dire che sono interessati a penetrare entrambi, la pretesa ed il superficiale; vogliono arrivare al cuore della materia, alla verita’ nascosta. Questo non dovrebbe interferire nel notare che questa verita’, invariabilmente, e’ esattamente quello che si aspettavano sin dal principio."

--David Shapiro, Neurotic Styles (Basic Books, 1965)

giovedì 8 gennaio 2009

I molti Io

Siamo formati da tante parti differenti e spesso opposte, coesistono in noi e si manifestano in differenti momenti. Nel negare la loro esistenza o nel cercare di rimanere solo su alcune si manifesta la nostra identificazione, pensiamo di essere solo in un modo o in un altro senza ricordare o vedere l'insieme e quindi il cambiamento a cui siamo soggetti. Anche quando ci rapportiamo agli altri pensiamo che siano solo la cosa che vediamo o pensiamo di vedere in quel momento, ma non ci accorgiamo che esistono molti più elementi che li costituiscono.
Quello che ci hanno insegnato, quello abbiamo vissuto, che siamo e ci stiamo vivendo determina la lente attraverso cui vediamo le cose, è un filtro che ci portiamo sempre dietro e attraverso cui leggiamo il mondo che ci circonda. Gli altri sono uno specchio e spesso non è facile vedere il riflesso di noi stessi in questo specchio.
Se facciamo leggere una pagina a cento persone diverse è facile che avremo cento interpretazioni differenti.
Gurdjieff in una delle sue conferenze dice:
"Non ci capiamo l’un l’altro perché viviamo in differenti sentimenti (emozioni). Lo stesso sentimento da le stesse comprensioni."
Ogni tanto camminando per strada incrocio delle persone che "a pelle" non mi piacciono, o che sono cupe in volto, provo quindi ad immaginarle mentre ridono, hanno il volto rilassato e sono in situazioni in cui altre persone stanno bene con loro, e questo mi è utile a vederle da un diverso punto di vista.

Buon lavoro,
Enzo

domenica 4 gennaio 2009

Buon 2009

Salve a tutti, un caro agurio di un buon 2009, buono nel senso che ritenete migliore per voi e per quello che state portando avanti.
Nel 2009 voglio dare una nuovo orientamento al blog e non usarlo solo, come è accaduto negli ultimi mesi, come link agli articoli pubblicati sul sito vivereilmiracoloso. Vorrei orientarlo maggiormente ad una discussione sulle esperienze del lavoro, che siamo verifiche del lavoro o del non lavoro. Nel caso ci siano articoli che mi interessa discutere o che interessano ai lettori questi (su richiesta di chi ne ha interesse) verranno inseriti nel blog e discussi, anche se sul sito si trova una sezione forum dove è possibile fare altrettanto, ma per gli aficionados del blog verranno ricopiati. Se vi sono esperienze che volete postare come articoli basta che facciate richiesta.
So che è molto difficile ma vorrei invitare i lettori che commenteranno sul blog a considerare la differenza profonda che esiste tra un confronto ed una polemica ad oltranza, per coloro che non sono d'accordo con queste idee e con il modo di portarle avanti espresso in questo sito ci sono varie opzoni, la prima è cambiare sito, la seconda è quella di considerare che ci possono essere persone che sono interessate ad uno scambio dialettico, la terza è quella di sforzarsi di proporre osservazioni aperte.
Mi ripropongo di lasciarre i commenti aperti fino a che reputerò che sia qualcosa di utile, poi verranno moderati se se ne creerà la necessità.
Buon lavoro e buon proseguimento, che il materiale postato sia di utilità a quanti lo leggeranno.
Enzo